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In politica la parola “programma” è tra le più usate, sappiamo, però, che i “programmi” che le forze politiche presentano in occasione delle elezioni sono la loro ultima preoccupazione; sono opera di qualche “esperto” che perde un po’ di tempo a scriverli, scopiazzando qua e là.

A Verona poi, programmare significa occuparsi di traforo, filobus, inceneritore, interventi urbanistici, mobilità; raramente riguarda pubblica istruzione, servizi sociali, Fondazione Arena, Arsenale, musei, cultura. L’immagine complessiva della città pare non riguardarci più. Quando ci si avvicina alle elezioni comunali l’attenzione è rivolta ai candidati, soprattutto al candidato sindaco, al quale l’attuale legge affida un potere decisivo. I fatti della vita quotidiana della città e dei cittadini appaiono lontani dal mondo politico (“casta”).

Negli ultimi 15 mesi alcuni cittadini di Verona hanno deciso di tentare di immaginare la loro Città, già oggi bella, come potrebbe essere ancora più bella, affascinate e attrattiva per chi la abita e per chi la visita, capace di scaldare i cuori e hanno dato vita al movimento Verona Attiva.

Qualche decennio fa cantavamo: “Che cosa resterà di questi anni 80?”.

A questa domanda vogliamo rispondere. Ci proponiamo di muovere la riflessione dei Veronesi su un progetto di città da costruire insieme, nella volontà di far crescere il piacere di essere veronesi, aiutandoci a vedere davanti a noi la nuova Verona e tentando di risolvere le questioni che occupano, ogni giorno, la nostra vita di persone e di famiglie, quali il lavoro dei nostri giovani e il riconoscimento sociale ed economico delle nostre famiglie a servizio della crescita delle persone, in particolare di quelle che hanno più bisogno di vicinanza.

La nostra, perciò, non è la proposta di uno schieramento politico; vale indipendentemente dal partito di appartenenza e dalle coalizioni che si presenteranno alle elezioni comunali (di una di queste è possibile che diventiamo protagonisti). E’ l’offerta, a tutti coloro che amano la nostra città, di un metodo di lavoro e di visione. Chiamiamo tutti a valutare il nostro lavoro. Non ci occupiamo di tutti i problemi di Verona; lo faremo se e quando saremo parte di un raggruppamento elettorale. Il nostro è l’augurio alla nostra città di diventare sempre più è bella, con l’apporto di tutti i suoi cittadini.

Alleghiamo le nostre linee programmatiche e sollecitiamo l’apporto di tutti coloro che le leggeranno a scriverci all’indirizzo mail  contribuendo a migliorarle.
veronattiva@veronattiva.it
www.veronattiva.it
https://www.facebook.com/veronattiva/

IL PROGRAMMA DI VERONATTIVA

Luca Bagolin
Tito Brunelli
Fabio Cortellese
Alessandro Donadi
Paolo Tacchi Venturi
Zeno Tubini
Andrea Zamboni

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Commenti (5)

  • Marcello

    Un “progetto di città da costruire insieme”, dite, di cui non appare traccia in questo articolo. Giusto criticare i “programmi”, che molte delle forze politiche presentano in occasione delle elezioni, mentre in realtà pensano solo ai nomi dei candidati, a sindaco o a consigliere, ma questi programmi vanno scritti prima di decidere i nomi della squadra! e possibilmente a più mani, e magari condivisi da una parte consistente di cittadini, che poi non dovrebbero essere abbandonati o dimenticati!. Non vi sembra di dover dare ed offrire anche voi qualcosa agli sforzi fatti proprio in questa direzione, e da un anno ormai, dal gruppo della “Verona che vorrei” e da altri? Penso non siate di quelli che parlano parlano … per mostrare quanto bravi siete, salvo alla fine (ma solo all’ultimo momento) scegliere il raggruppamento elettorale cui appartenere? O, magari, avete già deciso da che parte stare? Mi aspetterei due o tre proposte precise o, eventualmente, che provaste a motivare la vostra differenza rispetto agli sforzi di Brigo, di Massignan o di Butti. Un saluto a Tito Brunelli.

    • Hai ragione a dire che anche noi di “VeronAttiva” abbiamo fatto la nostra strada e non abbiamo partecipato a confronti aperti su quanto altri gruppi e persone hanno prodotto. E’ anche vero però che abbiamo più volte sollecitato il procedere insieme. Abbiamo ripetuto che avevamo 5 “cose” programmatiche da comunicare. Abbiamo chiesto 30 minuti per presentarle a chi era disponibile. La stessa richiesta l’abbiamo rivolta a molti che hanno responsabilità di partito. Tutti hanno detto sì. Ma nulla si è mosso… Sicuramente va fatto tesoro dei quanto fatto finora dal gruppo della “Verona che vorrei” e da altri ed anche noi siamo pronti a fare la nostra parte per confrontarci. Ecco allora la proposta per non ripetere gli errori: individuiamo i gruppi attivi nella politica cittadina; scegliamo (concorderemo i modi) un gruppo di coordinamento permanente, che dovrà incontrarsi almeno ogni 15 giorni e convocherà regolarmente tutte le persone disponibili, con tre finalità:
      -essere attenti alla vita della città e della sua Amministrazione;
      -elaborare un’immagine complessiva della città ed esemplificarla con progetti particolari nell’ambito del progetto generale, per non correre il rischio della genericità;
      -diventare voce libera che parla a tutti i cittadini mensilmente, con costanza.
      Siamo a disposizione e non ci tiriamo indietro.

      • Redazione

        Al di là dei contenuti, sui quali saranno eventualmente gli elettori a decidere, una lancia va spezzata a favore di Verona Attiva e riguarda il metodo e la tempistica. Il metodo è quello di un gruppo di cittadini che si è riunito per elaborare un programma di governo per la città, che sarà sottoposto al giudizio degli elettori, che intanto lo possono conoscere e dire la loro a riguardo. Non ce ne sono tanti in giro di programmi. Fa ancora parte del metodo la correttezza con cui alcuni esponenti del gruppo si sono rivolti al nostro giornale per far conoscere ai cittadini la loro proposta e chiedendo che attorno ad essa si apra un dibattito. Sulle tempistiche c’è da dire che tutto ciò avviene nel rispetto dei tempi che precedono le elezioni. Se altri partiti, con una storia più lunga alle spalle, mettessero un po’ da parte certa arroganza e si concentrassero su queste poche, elementari regole di rispetto per gli elettori darebbero prova di senso civico. g.m.

  • Programma largamente condivisibile che mi riconferma la domanda che mi faccio e che faccio:
    che sia possibile la formazione di una lista civica unica per le elezioni al comune di Verona?
    La domanda suonerà ingenua, ma vedendo gli squaletti dei partiti locali che già si crogiolano davanti alle telecamere e fanno riempire le pagine della stampa (sempre quella locale naturalmente) mi vien da dire che per i gruppi e comitati che si interessano al bene della città non è il caso di andare al suicidio plurimo.
    Ancora complimenti per il programma.
    V. Laschera

    • Noi ci proviamo. E’ possibile, se evitiamo di chiuderci ognuno nel suo gruppo o in noi stessi e ci apriamo alla collaborazione, come sopra proposto. Non vogliamo però cancellare o demonizzare i partiti: senza di loro è possibile solo la democrazia del capo. Chi decide di privilegiare la lista civica sceglie la concretezza del programma e decide di stare alle costole di chi milita nei partiti, di essere, cioè, anche spina nel fianco.

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