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Il PD veronese inizia ufficialmente la campagna elettorale in vista delle Amministrative 2017. Con una promessa: «Lo abbiamo ripetuto in tutte le sedi, nei documenti ufficiali e nelle interviste: non esiste e non ci sarà alcun accordo tra il Partito Democratico e Tosi».

Dal Partito Democratico di Verona riceviamo il seguente comunicato che pubblichiamo:

Verona 2017. Al governo della città: Pronti a raccogliere la sfida

Assistiamo oggi al progressivo disfacimento del sistema Tosi, una lenta inesorabile agonia segnata da abbandoni e continue incertezze di tenuta che minano i passaggi cruciali di un’amministrazione che si rispetti: l’approvazione di varianti urbanistiche, opere pubbliche trionfalmente annunciate da anni e mai realizzate, il bilancio che deve trovare la quadra con gli investimenti a 0 e il pareggio in estrema salita.

Dall’altro lato un centro destra incapace di trovare una sintesi su un candidato unitario, lacerato com’è tra la politica sciacalla alla Salvini e tentativi abbozzati di riesumazione di Forza Italia, ancora nostalgicamente ripiegata su schemi nei quali Berlusconi tenta ancora di “dare le carte” sui tavoli delle elezioni amministrative locali.

In uno scenario così composto, tutti i Veronesi che vogliono immaginare una Verona migliore sono chiamati a scelte coraggiose e responsabili per non lasciare il governo della città dei prossimi vent’anni nelle mani di coloro che hanno dimostrato nei fatti di non essere in grado di amministrarla. Il Partito Democratico intende assumersi questa responsabilità e chiama a raccolta tutti i Veronesi che vogliono immaginare un futuro diverso per la città, lasciandosi alle spalle un tempo di assenze strategiche e una politica che ha perso passione e prospettive.

Il Partito Democratico si mette al servizio, disponibile ad aggregare sia le forze della sinistra aperta e progressista, capace di condividere il medesimo obiettivo di governo, sia tutte le energie del mondo cattolico, civico, associativo, a comune sostegno di un candidato che sia in grado di allargare il consenso anche oltre il confine storico del centro sinistra.

Per questo lanciamo oggi un appello a tutta la città, a tutti i veronesi, di sinistra e di destra: condividiamo temi di merito, confrontiamoci sui principi e sui valori amministrativi che riscattino la città dopo anni di stanca e la restituiscano alla sua tradizione storica, ai suoi valori culturali e morali. Valide proposte sono emerse in questi mesi da numerosi esponenti del mondo della sinistra veronese, dal mondo civico e ambientalista, da esponenti autorevoli del mondo cattolico. Per contro anche proposte che storicamente sono state portate avanti dal centrosinistra veronese hanno trovato spazio e cittadinanza in alcuni gruppi che gravitano nel centrodestra.

lI lavoro accessibile per tutti con criteri trasparenti, e non solo per chi può vantare “santi in paradiso”; la sicurezza, vero punto mancato da parte dell’amministrazione che ha governato negli ultimi anni, perché tutti hanno diritto di vivere in un ambiente sicuro ed ordinato, dove le persone più vulnerabili (anziani, famiglie, bambini) possano sentirsi tranquilli; uno sviluppo urbano equilibrato, attento alle esigenze di crescita economica ma che metta al centro la qualità degli spazi pubblici e privati; una città moderna, ma che rimanga attenta ai bisogni dei più deboli; una città protagonista nello scenario nazionale, ma che sappia essere ben gestita, specialmente nelle sue aziende pubbliche.

Queste proposte meritano di trovare una forza politica e una squadra appassionata che sia in grado di realizzarle. Il PD è pronto a fare la sua parte, con apertura e disponibilità verso tutta la città, è pronto a condividere queste proposte con i Veronesi, con tutti i Veronesi, per costruire tutti insieme un orizzonte nuovo per Verona.

A quella sinistra che oggi sembra tutta concentrata a diventare forza di governo della città diciamo: confrontiamoci sui problemi! E’ sgradevole la strumentalità con la quale qualcuno a sinistra affronta il tema del rapporto con il PD in una visione tutta piegata su presunte alleanze con Tosi. Rimproveriamo a Michele Bertucco la responsabilità di aver costruito questi fantasmi. Lo abbiamo ripetuto in tutte le sedi, nei documenti ufficiali e nelle interviste: non esiste e non ci sarà alcun accordo tra il Partito Democratico e Tosi.
Chiunque afferma il contrario mente sapendo di mentire, con l’unico obiettivo di seminare divisione, costruendo artificiosamente un “nemico” per avere la ragione di combattere contro qualcuno a prescindere. Non ci interessa questa sinistra, non ci appartiene la cultura politica del dissenso ad oltranza.

Riteniamo da irresponsabili ricercare la divisione della città, consegnando Verona in mano al populismo di destra per i prossimi vent’anni. Di questa grave responsabilità coloro che proseguiranno in un percorso di divisione dovranno prima o poi rendere conto ai loro elettori! Chiediamo di concentrarsi sui programmi, non sulle alleanze!

Il Partito Democratico inizierà da oggi a mettere sul tavolo della discussione pubblica le proposte per la città elaborate negli ultimi mesi di lavoro. Siamo animati da grande convinzione e determinazione, sappiamo che la sfida sarà difficile, ma ci sentiamo forti del lavoro svolto in questi anni e delle nostre proposte.

Siamo pronti a raccogliere la sfida e a dare il contributo al governo della Verona di domani!

Partito Democratico di Verona

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Commenti (5)

  • Marcello

    Finalmente una risposta, dopo mesi di silenzio imbarazzante. Ma non sarà che il Pd voglia capeggiare il fronte progressista? Spero di no. Non servono proclami d’innocenza (che non c’è per nessuno) ma veri tavoli di discussione con le forze democratiche e progressiste e le associazioni e i comitati presenti in città, dove arrivare con proposte precise. E senza aspettare le primarie. Il tempo stringe. Grazie.

  • La nota retorica del PD locale (sulla falsariga del renzismo) è sempre la stessa.
    I fatti mostrano ben altro.
    Di sinistra in quello che questo partito fa e dice (anche per le situazioni locali) c’è nulla.
    Se progressismo e proposta di progresso da qualche parte a volte compare è altrove, e di altri (non necessariamente soggetti del triste scenario politico italiano e veronese).
    La classe dirigente veronese nel suo complesso non ha più alcuna credibilità, occupa posizioni di potere e mantiene garanzie economiche e privilegi del tutto ingiustificati.
    La gente comune intanto paga tutto questo e via via scende nella scala dei diritti, delle libertà e della dignità.

  • Giuseppe Braga

    Hoibo’. Non appena il PD scende in campo facendo intendere che e’ pronto per affrontare la campagna elettorale, subito emergono posizioni circa sua rappresentanza dello schieramento della sinistra . Mentre posso capire M.B. ma non condividere alcuni suoi principi, mi sorprende come Marcello da subito, ponga l’esigenza di un esame del colore del sangue, dubitando che possa essere rosso a sufficienza.

  • Marcello

    Caro Giuseppe mi sorprende la tua sorpresa: non ho inteso verificare il colore espresso dal cuore dirigente di questo Pd, anche perché se esistesse un test oggettivo temo che tu stesso ne saresti sorpreso e addolorato. Ma io non sono un suo iscritto né sono iscritto ad altri partiti e mi sembra di essermi sempre espresso con moderazione ed attenzione critica, sia riguardo alle sue scelte nazionali che locali. Ho parlato di silenzio imbarazzante, finalmente rotto. “Chiediamo di concentrarsi sui programmi “, benissimo. Ma con chi? Se si aggiunge subito “non sulle alleanze”!? Non è con i possibili alleati che si deve discutere di programmi? E non da posizione di forza? Non è quel che ho detto?
    Con immutata stima, Marcello

  • Giuseppe Braga

    Caro Marcello, ho sollecitato anch’io il PD con una lettera aperta, trasmessa alla segreteria provinciale e cittadina, pubblicata anche da questo giornale. L’ho fatto convinto di portare un contributo ed uno stimolo indicando sia alcuni problemi che i tempi e le modalità per costruire un un programma condiviso. E ciò in uno spirito propositivo che sapesse superare le spaccature e divisioni che spesso riflettono quelle dei livelli regionali e nazionali. Ho inteso esprimermi in quel modo anche per ricercare a Verona una opportunità per far uscire allo scoperto il PD, troppe volte sottoposto a critiche strumentali, per farlo assumere un ruolo di guida e di riferimento di una sinistra spaccata e frazionista, presente con ben 16 formazioni antagoniste alla sua sinistra. Nulla di più, e speriamo che questi confronti aiutino a costruire una alternativa per per il governo della nostra città. Con amicizia ed altrettanta stima!

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