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Alvise Brugnolo

 

«Arte, letteratura, musica sono considerati dei passatempi senza scopo, e sono spesso i genitori a far cambiare rotta ai propri figli convincendoli ad abbandonare le proprie inclinazione artistiche e creative»

Creare, comunicare e condividere: sono questi i temi fondamentali de Il faro di Blackdale, romanzo fantastico che vuole ricordare al lettore l’importanza di seguire i propri sogni.

Protagonista della vicenda è Nora, una bambina piena di speranza e vitalità, ma costretta in una città grigia e nebbiosa, abitata da persone che hanno perso la voglia di vivere: sempre chiuse in loro stesse, non conoscono più il valore della condivisione e della tolleranza.

Tutto, fortunatamente, è destinato a cambiare. Grazie all’esuberanza di Nora e all’arrivo di un misterioso personaggio, Mister T, gli abitanti della città di Blackdale pian piano si risveglieranno dal loro torpore, per ricominciare a vivere. Lo faranno ricordando quei sogni che da bambini coltivavano e che da adulti hanno dimenticato.

«Questo romanzo – spiega l’autore – è specchio della società di oggi: sempre più persone dimenticano nel cassetto i propri sogni per dedicarsi a quello che viene loro imposto. Arte, letteratura, musica sono considerati dei passatempi senza scopo, e sono spesso i genitori a far cambiare rotta ai propri figli convincendoli ad abbandonare le proprie inclinazione artistiche e creative. Secondo me, invece, è proprio investendo in questa direzione che si potrebbero cambiare le cose.»

Con uno stile fiabesco e scorrevole, l’autore ci presenta un mondo vivo, popolato da personaggi pittoreschi che hanno una gran voglia di riscattarsi. E se in alcuni momenti la nebbia di Blackdale si fa più fitta, il segreto è nella luce del faro, che è un richiamo ad unirsi per affrontare le difficoltà che la vita ci mette davanti.

Azzurra Bergamo

Il faro di Blackdale

 

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