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Secondo i dati raccolti dal sindacato, dall’inizio dell’anno al 30 settembre 2016 si registra un leggero incremento dell’occupazione, sia stabile che precaria, soprattutto nel settore dei servizi, nel turismo.

La Cisl di Verona martedì 13 dicembre ha presentato nella sede di Lungadige Galtarossa il report 2016 del mercato del lavoro a Verona. Il Segretario provinciale Massimo Castellani e Letizia Bertazzon di Veneto Lavoro hanno spiegato che nella nostra Provincia abbiamo oltre 410.000 occupati, più di 22.000 persone in cerca di lavoro, un tasso di occupazione superiore al 53% e un tasso di disoccupazione al 4.9%.

Migliorano gli occupati con 4.800 assunti in più rispetto al 2015, mentre si è registrato un crollo dei contratti di collaborazione coordinata continuativa e a progetto (- 50%) e restano stabili quelli a chiamata. Continua infine l’esplosione del lavoro occasionale accessorio: nel 2015 si sono avuti 3,2 milioni voucher venduti, il 56% in più rispetto al 2014; la nostra provincia risulta la prima in Veneto per l’utilizzo di questo strumento retributivo e la quinta a livello nazionale. Su questo particolare aspetto non si è ancora potuto verificare l’effettiva incidenza delle misure restrittive apportate dal ministero del lavoro nell’ultimo periodo di quest’anno, dato che la disponibilità dei dati consolidati dell’ultimo trimestre si avrà solo nei primi mesi del 2017.

Massimo Castellani
Massimo Castellani

In sostanza quindi sul territorio veronese si sta registrando un incremento dell’occupazione, sia stabile che precaria, soprattutto nel settore dei servizi, nel turismo principalmente, dove però hanno giocato in modo favorevole le varie crisi internazionali, dirottando verso il nostro Paese flussi turistici che negli anni passati avevano preferito altre mete.

Su questo punto Castellani ha voluto insistere, rimarcando che il tema della stabilità del lavoro dipendente diventa sempre più difficile da inquadrare, dove le forme di precariato sono ormai diffuse in modo consistente e dove sostanzialmente ci si trova di fronte a retribuzioni meno adeguate ai livelli a cui eravamo abituati negli anni pre-crisi. Quindi una maggiore diffusione di nuove povertà, una difficoltà a progettare la propria vita in funzione di obiettivi un tempo più semplici da concretizzare, una serie di problematiche che rappresentano la vera sfida per un sindacato che sappia interpretare queste criticità e perciò sia in grado di dare risposte alle legittime aspirazioni dei cittadini.

Lorenzo Dalai

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