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Ristori classica e jazz


Un’esclusiva per sassofono, trombone, orchestra e ensemble jazz. 
Alla fine della serata per gli spettatori il Cd del concerto dal vivo.

Una scelta di brani musicali del repertorio di musica classica francese del Novecento e una suite di canzoni francesi e americane per sassofono, trombone, orchestra e ensemble jazz, mercoledì 14 dicembre 2016, alle 20.30, al Teatro Ristori di Verona. E’ quanto propone un progetto musicale in esclusiva che vede sul palco l’orchestra de I Virtuosi Italiani e due musicisti di livello internazionale come Federico Mondelci (direttore d’orchestra e sassofonista) e Massimo Morganti (trombone jazz).
Il linguaggio classico e quello jazz si incontrano così sul palco del Ristori per dare vita a un nuovo tipo di linguaggio musicale. Alla fine della serata, inoltre, saranno subito disponibili alcune decine di copie del Cd del concerto dal vivo, che sarà registrato e reso disponibile in tempo reale grazie alle attrezzature di registrazione discografica di cui dispone il Teatro Ristori.
Il programma della serata prevede una prima parte con musiche d’impianto classico di Jacques Ibert (Concertino per sax contralto e 11 strumenti), Eugène Bozza (Aria per sax contralto e archi), Darius Milhaud (Scaramuche per sax e orchestra) e Jean Francaix (Cinq Dances Exotiques per sax contralto e archi).
La seconda parte, intitolata “Plaisir d’amour”, con gli arrangiamenti di Massimo Morganti, comprende una suite di canzoni francesi e americane per sassofono, trombone, orchestra e ensemble jazz. In programma le canzoni di Charles Trenet (Que reste-t-il de nos amours?), Joseph Kosma (Les feuilles mortes, con testo di Jacques Prevert), Jean-Paul-Égide Martini (Plaisir d’Amour), George Gershwin (Fashinathing Rhythm, The Man I Love, Summertime, I Love You Porgy, I Got Rhythm, But Not for Me). 

«Quello che proponiamo in quest’occasione al Teatro Ristori è un progetto volto alla ricerca di un perfetto equilibrio espressivo tra musica colta e improvvisazione», spiega il direttore artistico del teatro, il maestro Alberto Martini. «Il sound classico è ottenuto da un ensemble di archi, fiati e percussioni; al quale si aggiunge una sezione ritmica composta da chitarra semiacustica, batteria e contrabbasso».
Il sassofono è lo strumento emblematico della nazione che lo ha generato e adottato: la Francia. Alcuni capolavori originali tratti dalla letteratura francese del Novecento – firmati Ibert, Milhaud, Bozza e Françaix – permetteranno al sassofonista Federico Mondelci di esplorare le molteplici potenzialità tecniche ed espressive di questo strumento. Il sassofono a cavallo tra Ottocento e Novecento conobbe l’esplosione della sua popolarità, anche grazie alla relativa facilità di emissione del suono che lo farà diventare protagonista di nuovi generi popolari.
Tra questi generi popolari, naturalmente, vi è il jazz, che accanto ad alcune canzoni francesi propone una suite dei brani più amati di George Gershwin nell’arrangiamento del trombonista jazz Massimo Morganti. Il dialogo musicale proposto al Teatro Ristori rende evidente quanto sottile sia, in certe pagine del ventesimo secolo, il confine tra musica “colta” e musica jazz. E come diverse melodie, poi diventate standard, siano ormai comuni a entrambi i repertori.

 

 

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