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Il settore del credito da tempo subisce pesanti scossoni. Un terremoto che mette a rischio i posti di lavoro di migliaia di addetti. L’analisi di Rosaria di Martino, Segretaria Provinciale della First-Cisl.

Banche, assicurazioni, agenzie di riscossione sono, dall’inizio della crisi che abbiamo attraversato, cioè dal 2008, sotto il continuo incalzare di ristrutturazioni, aumenti di capitale, tempeste speculative.

Per Rosaria Di Martino, Segretaria Provinciale della First-Cisl: «Siamo alla vigilia di importanti manovre a livello nazionale, ma in Veneto l’attenzione si sofferma sulla fusione avviata di Banco Popolare con Banca Popolare di Milano, che ancora non ha dato dimostrazione di cosa realmente succederà. Il più pesante interrogativo però, è posto sull’operazione che vede la possibile nascita di un’altra super-popolare con Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza che potrebbero diventare una sola grande entità a livello regionale; il Fondo Atlante, che ha acquisito gli istituti indeboliti da politiche scellerate, ha deciso che per salvarle è necessaria in tempi brevi l’unificazione delle due realtà, ma questo potrebbe avere pesanti ricadute in termini di ristrutturazione aziendale. Quale sarà l’impatto sui lavoratori? Su quali cuscinetti possiamo contare per salvare i posti di lavoro?».

Il fermento in atto nel settore, in attesa di sapere che cosa ci riserverà il nuovo Piano Industriale di UNICREDIT che proprio in queste ore è in fase di presentazione a Londra, potrebbe avere ulteriori sviluppi. Infatti, continua Di Martino, «Negli ultimi 10 anni si sono succeduti in Unicredit sette diversi piani industriali, che hanno agito essenzialmente sul fronte dei costi, principalmente attraverso il taglio del personale che dal 2007 ad oggi è passato, a livello europeo,  da circa 180.000 dipendenti a 140.000, con una riduzione pari al 22%. A Verona, per esempio, abbiamo assistito a vendite verso altre società di importanti realtà come UCCMB, ora DoBank, (200 lavoratori circa), IBM ora VTS Service (130 circa) e il recentissimo passaggio di UBIS a SIA con altre 240 persone. Dobbiamo aspettarci un piano che continui su questa linea o possiamo pretendere qualcosa di innovativo che segni la svolta verso un nuovo modello di business? Si comincerà prima o poi ad essere innovativi e allo stesso tempo rivoluzionari nella scelta di una nuova strada?»

Una serie di interrogativi che si aggiungono ad un quadro che vede altre criticità, come quelle del settore del Credito Cooperativo, dove lo spettro della cosiddetta Autoriforma aleggia tra chi auspica al più presto la costituzione di un gruppo unico e chi invece la rigetta nel merito, tanto da vedere in netto contrasto la posizione di Federcasse con la Cassa centrale del Trentino. Intanto nelle singole BCC i movimenti tellurici cominciano a farsi sentire, come pure le cicatrici di Ex Crediveneto, che ha visto l’uscita dalla posizione attiva ben 70 dipendenti. Solo grazie ad un forte senso di responsabilità delle rappresentanze sindacali si è riusciti a dar loro una serie di salvaguardie altrimenti non attuabili.

Se non fosse sufficiente, spostando l’attenzione verso il settore Riscossioni, vediamo una serie di annunci, smentite e successive azioni, che, nel corso dell’anno, hanno fatto reagire le rappresentanze sindacali con una serie di iniziative e manifestazioni a Roma. Ad oggi vediamo i lavoratori Equitalia alle prese con il passaggio ad un nuovo ente pubblico Agenzia delle Entrate – Riscossione, dove la tenuta occupazionale non dovrebbe subire fratture e la stagione del rinnovo contrattuale dovrebbe ripartire per far sì che il 1° luglio 2017 (data di cessazione di Equitalia) i lavoratori possano avere anche una base contrattuale certa dalla quale ripartire.

Nel contempo le parti sono impegnate nelle trattative di rinnovo dei Contratti Nazionali sia per i dipendenti delle grandi compagnie (ANIA), che per i dipendenti delle agenzie in appalto. Ancora la Di Martino: «Il confronto non è fluido per svariati motivi, ma non disperiamo nell’impegno e senso di responsabilità dei singoli attori. Verona ospita parecchie sedi di Compagnie: Società Cattolica di Assicurazione, quarto gruppo a livello nazionale; Arca Assicurazioni del Gruppo Unipol, in Verona solo da qualche anno; DAS Assicurazioni del Gruppo Generali e ARAG, queste due ultime specializzate nel settore della tutela legale. Presenti sul territorio anche uffici Commerciali e Centri di Liquidazione danni delle principali Compagnie come Allianz, Unipol, Generali e Itas. Auspichiamo pertanto che la crisi che ha travolto gli altri settori non si manifesti anche in questo in modo così critico. Finora le mosse operate hanno contenuto i danni e fatto sì di resistere alla fase di recessione, mantenendo la redditività stabile, ma una grande incognita nasce dagli attuali bassi tassi d’interesse, che hanno creato criticità al ramo vita tradizionale, abbassando i risultati standard ai quali erano abituati nel settore fino a poco tempo fa. Superlavoro per FIRST CISL quindi, tante le questioni ai tavoli che, insieme alle altre sigle sindacali, cercheremo di dipanare al meglio e per il bene di ogni singolo lavoratore».

Un 2016 che si chiude non molto bene e un nuovo anno da iniziare subito con il fiato sospeso, in attesa che si sciolga anche la grande incognita che aleggia sopra a tutto il settore creditizio, ovvero la soluzione della crisi aziendale del Monte dei Paschi di Siena, che ancora in questi giorni risulta tra color che son sospesi…

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

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