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Fontanelle

Al diavolo tipografico non piace: allora vuoi vedere che la storia della Madonna apparsa nell’entroterra gardesano…

Volevo scrivere di Santa Libera nel Teatro Romano, riaperta ai visitatori (da ogni giovedì a domenica: andateci!!!) e di don Giuseppe Trecca che vi abitò. Ma il prete, morto nel 1955, era un tipo originale. Sembra che per ora non voglia: cerco documenti e non li trovo; invece trovo, affisso proprio vicino al Teatro Romano, un volantino che propaganda la preghiera del rosario. Eppoi, sul Corriere della Sera di oggi giovedì primo dicembre, la storia di Fontanelle, la località del Garda bresciano “che sogna di essere la Lourdes italiana”. Lì Pierina Gilli, morta nel 1991, sosteneva di aver visto la Madonna: ora le edizioni Ares hanno pubblicato, in 700 pagine curate da Riccardo Caniato, i diari della presunta veggente.

Don Trecca fu un virtuoso della divagazione. Se c’è lui di mezzo, guai a trascurare le coincidenze. Quindi, per quanto vale, ecco un parere sul capannone-santuario di Fontanelle, dove continuano ad accorrere quelli che credono nelle apparizioni della Madonna: al diavolo la storia non piace, lo prova il Corriere della Sera. Quindi, visto che i cattolici alle apparizioni non sono tenuti a credere, ma al diavolo sì…

I fatti. Non bisogna togliere il mestiere, specie in questi tempi di disoccupazione, alle autorità ecclesiastiche: tocca a loro stabilire se è plausibile o meno la storia delle apparizioni (risposta della Diocesi di Brescia, tradotta dal linguaggio curiale: boh). Però, si diceva, adesso il diavolo ci mette lo zampino. Diavolo tipografico, attivo fin dai tempi di Gutenberg. Non a caso, uno dei primi libri nella storia (un codice sacro, di salmi) uscì con un clamoroso refuso in copertina: Spalmorum codex. Ed è stato spalmato ora a tutta pagina, sul Corriere della Sera di giovedì primo dicembre, il dispetto diabolico.

Obbiettivo: il racconto di Vittorio Messori su Fontanelle. Certo, il giornale ha riservato ampio spazio – ben quattro quinti della pagina 20 – alla storia di Messori. Ma la grande foto di una messa nel capannone sembra invece riferita all’articoletto di sotto. E di cosa parla, l’articoletto? Proprio di altri capannoni, quelli del supermercato Esselunga che commissiona al regista di Harry Potter una pubblicità festivalenziale: “Babbo Natale in tv con uno spot d’autore”.

Per carità: notizia ragguardevole anche quest’ultima, e raccontata benissimo da Aldo Grasso, penna tra le migliori del “Corriere”. Ma l’occhio poco casto fa un’operazione diabolica fin nel nome: il combinato disposto. Sogno della Lourdes italiana = Babbo Natale – Harry Potter. Tutte invenzioni commerciali, insomma: la pagina delle storie frivole.

Sono innocenti dell’impaginazione, con ogni probabilità, sia Vittorio Messori che Aldo Grasso. Sorrideranno entrambi, altrettanto probabilmente. E – a scelta – per buoni o per cattivi motivi.

Giuseppe Anti

Giuseppe Anti

L'autore: Giuseppe Anti

Giuseppe Anti è nato a Verona il 28 agosto 1955. Giornalista, si è occupato di editoria per ragazzi e storia contemporanea; ha curato fino al giugno 2015 gli inserti "Volti veronesi" e le pagine culturali del giornale L'Arena. giuseppe.anti@libero.it

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