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busta-arancioneSapere quale sarà la propria pensione è utile per poter valutare la possibilità di attivare un progetto di previdenza complementare.

L’Inps sta inviando a tutti i lavoratori la stima della pensione futura, le ormai famose “busta arancione”. Come leggere i dati? Quali variabili considerare? Come programmare il futuro previdenziale? Questi sono gli interrogativi di chi riceve l’informativa dell’Inps e ai quali la Cisl cerca di dare risposte, assistendo i futuri pensionati in questo delicato frangente.

In provincia di Verona sono stati attivati cinque sportelli “Punto Arancione”, proprio per dare un aiuto nell’interpretazione dei dati che vengono trasmessi a tutti coloro che hanno una posizione contributiva aperta; è stato attivato anche un numero verde 800995035 al quale rivolgersi per sapere dove si trova lo sportello più vicino e gli orari di apertura.

Il tutto per far si che i possibili pensionati di domani possano conoscere bene la propria posizione previdenziale, in modo da capire quale sarà la propria prospettiva una volta cessata l’attività lavorativa e, sulla base delle proiezioni ottenute, pensare ad eventuali soluzioni che aiutino ad integrare la cifra che si andrebbe a percepire. Proprio per questo è a disposizione Solidarietà Veneto che, con costi nettamente al di sotto delle possibili offerte provenienti dal mondo bancario e assicurativo, è a disposizione per sottoporre soluzioni adatte a chi non ha ancora un quadro chiaro e soprattutto prospettive poco soddisfacenti.

Risulta evidente, secondo i responsabili di Cisl, del suo Patronato Inas e di Solidarietà Veneto che le cifre di proiezione del trattamento pensionistico contenute nelle Buste Arancioni sono falsate dai parametri presi in considerazione, cioè un’inflazione media del 2% e una rivalutazione degli stipendi considerata all’1,5% annuo. Parametri derivanti dalla Riforma Dini che però oggi non possono più essere ritenuti reali. Leggendo il contenuto delle buste si dovranno perciò verificare gli importi già versati, e questa è sicuramente un’operazione di trasparenza benvenuta, ma nel contempo chiedere anche assistenza per la verifica dei possibili esiti futuri. Un’operazione che richiede un impegno notevole a tutti i soggetti interessati, proprio per capire se sia necessario e in quale eventuale misura, integrare i versamenti contributivi con un progetto di previdenza complementare. In sostanza un sollecito a pensare a quale potrà essere la nostra vita una volta lasciato il lavoro, con quale sostegno economico e a che età potremo raggiungere il pensionamento.

Lorenzo Dalai

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