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Mille persone in piazza per chiedere che l’ex Scalo Ferroviario diventi un parco di 500 mila metri quadrati, per contrastare lo smog e per un’alternativa al dilagare dei centri commerciali in ZAI.

In mille per chiedere che l’ex scalo ferroviario di Verona Porta Nuova diventi un parco, il Parco allo Scalo come già lo chiamano gli abitanti di Verona Sud, che sabato 22 ottobre dal piazzale della Stazione percorrono in corteo via Città di Nimes, piazza Renato Simoni, via della Valverde, piazza Pradaval con meta piazza Bra, dove si riuniscono sotto la statua equestre di Vittorio Emanuele II.

«Lo smog ci uccide», «Basta, ridateci il verde», «Stop alla cementificazione» si legge sui cartelli di questi cittadini, che non le mandano a dire ad una Amministrazione che sta riversando nei loro quartieri fiumi di cemento per costruire centri commerciali che nessuno vuole. Tamburi, fischietti, mamme con bambini, ma anche tanti giovani di Borgo Roma, Golosine, Tomba e Tombetta, Santa Lucia che il parco allo Scalo lo pretendono.

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500 mila metri quadrati che si salderebbero con il Parco dell’Adige e la Spianà formando quel polmone verde a Sud della città che in parte mitigherebbe una situazione che gli abitanti della zona vivono come uno sfregio. Un’area che però deve fare i conti anche con la TAV che, secondo un progetto ritenuto anacronistico, proprio in quella zona, vicina al Quadrante Europa, dovrebbe realizzare delle importanti infrastrutture mangiandosi metà di quella superficie.

Sul palco, il cassone di un vecchio camioncino, sono saliti in tanti per spiegare le ragioni della protesta. Tra gli altri, la presidente del Comitato Verona Sud  Manuela Benetollo, Renato Perlini (No Tav), Nicoletta Chierego (Salute Verona), Vittorio Tonolli (Giarol Grande), Marisa Velardita (Italia Nostra), Cristina Stevanoni (Comitato Arsenale), Giorgio Massignan (VeronaPolis) Patrizia Diodato (Fondazione Opera Nostra) e Cecilia Gasdia a sottolineare che il problema non è solo ecologico ma culturale e di una classe politica incapace di cogliere i veri interessi della città e dei suoi abitanti. (g.m.)

Reportage fotografico

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Giorgio Montolli

L'autore: Giorgio Montolli

Giorgio Montolli è un editore e giornalista nato a Verona il 22 giugno 1960. Dopo 12 anni come redattore al settimanale Verona Fedele, nel 1997 apre lo Studio Editoriale Giorgio Montolli che svolge lavori di grafica e impaginazione per conto terzi. Editore dei giornali Verona In (2003) e Opera Arenamagazine (2017), dal 2009 organizza nelle scuole il Corso “Come si fa un giornale” e pubblica L’Ansa dell’Adige che raccoglie gli articoli degli studenti. Dal 2013 è titolare del marchio Smart Edizioni. giorgio.montolli@inwind.it

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