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Equitalia
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In Italia se paghi le tasse, anche con sacrifici e nei tempi dovuti, sei un fesso, perché se non rispetti le scadenze, paghi di meno.

Le dichiarazioni del Capo del Governo in merito alla “chiusura “ di Equitalia sono populiste, perché tese unicamente a raccogliere consensi e mistificatrici, perché Equitalia potrà anche cambiare nome e “forma” sociale, ma come “funzione” continuerà ad operare quale indispensabile soggetto che riscuote tasse e imposte non pagate. Quindi nella realtà non si chiude niente. Questa idea che le more e le sanzioni sono frutto del modo di riscuotere di Equitalia è falso. Nascono molti anni prima e sono stabilite dalle leggi dello Stato. Se si cambia la legge che ne regola l’attività da domani Equitalia potrà anche regalare fiori anzichè spedire cartelle.

L’ennesimo condono è un grande errore. Vengono “abbuonate” le “more” che vanno allo Stato e non a Equitalia, e quindi è falso dire che si rimedia così alle storture dell’esattore. In secondo luogo è come dire che in Italia se paghi le tasse, anche con sacrifici e nei tempi dovuti, sei un fesso, perché se non rispetti le scadenze, paghi di meno.

Che siano le stesse Istituzioni ad attaccare Equitalia, nel paese con il più alto tasso di evasione fiscale d’Europa, è un atto vergognoso. I 7000 lavoratori del Gruppo Equitalia vogliono dire la loro perchè sono gli unici alleati dei cittadini, infatti con professionalità aiutano gli utenti nei momenti di difficoltà considerando che i politici, che fanno quelle leggi contro cui oggi recitano proclami, non sono in grado o non vogliono intervenire. I 7000 lavoratori di Equitalia che negli anni si sono sobbarcati un lavoro ingrato, oggi quasi criminalizzato, chiedono chiarezza sul loro futuro. A questo paese serve una seria politica fiscale, non proclami.

Fabi First, Cisl Fisac, Cgil Uilca, Uil
Rappresentanze sindacali aziendali Equitalia servizi di riscossione

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