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Fumane, Marano, Negrar, Pescantina e San Pietro in Cariano i comuni aderenti. Venerdì 21 ottobre a Villa Del Quar intervento del prof. Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, sul tema del rapporto tra cittadini, beni culturali e paesaggio. Le attività 2016-2017.

Venerdì 21 ottobre alle 17, nella sala conferenze di villa Del Quar (Pedemonte di San Pietro in Cariano), verrà presentato l’Osservatorio per il paesaggio della Valpolicella, con le attività in programma per il biennio 2016-2017. Alle 21, nella stessa sede, il prof. Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, dialogherà con Andrea Brugnoli, direttore dell’Osservatorio, e Fabio Saggioro, docente di Archeologia medievale dell’Università di Verona, sul tema del rapporto tra cittadini, beni culturali e paesaggio.

Lo spunto sarà dato da due volumi di Volpe dedicati al tema: Patrimonio al futuro: un manifesto per i beni culturali e il paesaggio (2015) e il recentissimo Un patrimonio italiano. Beni culturali, paesaggi e cittadini, che vedrà la sua prima presentazione a livello nazionale. La serata sarà l’occasione per un ragionamento ad ampio raggio sulle Riforme in atto del ministero per i Beni Culturali e del rapporto con i temi della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale locale.

Fumane
La Pieve di San Giorgio Ingannapoltron (Valpolicella, Verona)

 

L’Osservatorio per il paesaggio della Valpolicella, aderente alla rete degli Osservatori della Regione Veneto, è nato nel 2016 con l’adesione dei Comuni di Fumane (capofila), Marano, Negrar, Pescantina e San Pietro in Cariano e la consulenza scientifica del Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella. L’obiettivo generale delle attività programmate è quello di creare occasioni di approfondimento e di divulgazione sull’evoluzione storica del paesaggio, finalizzate anche alla creazione di strumenti utili come basi per la pianificazione del territorio.

Il programma delle attività per il biennio 2016-2017 prevede una serie di incontri di divulgazione sul tema del paesaggio come patrimonio culturale, la realizzazione di una piattaforma informatica per la schedatura di dati sull’evoluzione storica del paesaggio (uso dei suoli, insediamenti e beni culturali) e alcuni convegni di studio centrati sulla storia delle trasformazioni agrarie e delle strutture degli insediamenti di questa plaga.

Il ciclo di conferenze proseguirà il 25 novembre a villa Della Torre, dove il prof. Daniele Manacorda, docente di metodologia della ricerca Archeologica all’Università di Roma Tre, dialogherà con il prof Alfredo Buonopane, docente di epigrafia medievale all’Università di Verona, attorno al tema del rapporto tra la Repubblica, i cittadini e la tutela e promozione dei beni culturali prendendo l’avvio dal suo recente libro L’Italia agli italiani: Istruzioni e ostruzioni per il patrimonio culturale. Dopo questi incontri sono previste per il 2017 le lezioni di Francesco Vallerani (docente di Geografia all’Università di Cà Foscari), su paesaggio, sviluppo territoriale e sostenibilità e di Massimo Montanari (docente di Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna e all’Università delle Scienze gastronomiche del Pollenzo), su produzioni alimentari e modificazioni del paesaggio. Si entrerà nello specifico della Valpolicella con Riccardo Rao (docente di Storia medievale all’Università di Bergamo), Andrea Brugnoli (Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella) e Fabio Saggioro (docente di Archeologia medievale all’Università di Verona), sulla storia dei paesaggi medievali italiani e il caso della Valpolicella; e Michela Morgante (docente di Storia del paesaggio italiano all’Università di Bologna), che con Pierpaolo Brugnoli (Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella) tratterà dello sviluppo urbanistico della Valpolicella negli ultimi sessant’anni.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti è disponibile il sito web http://osservatoriovalpolicella.it.

Commenti (1)

  • Francesco Premi

    Ben venga un ciclo di conferenze sul paesaggio, in un territorio che il paesaggio se l’è mezzo divorato. Parrebbe però un po’ che questo Osservatorio (che è nato lo scorso febbraio, come si evince dal sito) sia un po’ autoreferenziale, mettendo insieme un po’ dei “soliti noti” attivi da decenni sul territorio, i vari amministratori dei comuni che l’Osservatorio hanno creato, e la più grande forza economica del territorio, i viticoltori (non proprio neutrali sulle tematiche paesaggistiche, verrebbe da presumere). Il tutto “ammettendo” (ma ancora non li ha nominati, stando sempre al sito) solo 2 rappresentanti di “associazioni” non meglio definite del territorio. Insomma, mi sembra un po’ una cosa che se la suona e se la canta da sola…

commenti (1)

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