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L’edizione 2016, che si è chiusa domenica 18 settembre, ha visto circa 90 mila partecipanti alle lezioni magistrali; il programma artistico, con oltre 70 mila presenze, ha sofferto di più per il maltempo.

Modena, Carpi e Sassuolo da venerdì 16 a domenica 18 settembre si sono riempite di giovani, studenti, stranieri e cittadini di ogni età per l’edizione 2016 del Festivalfilosofia. Tutti i filosofi si sono messi in gioco affrontando il tema dell’agonismo e producendo relazioni e indagini innovative. Originale e inedito anche il modo in cui le tre città coinvolte hanno messo in gioco se stesse, con la proposta di mostre e patrimoni artistici che hanno fatto riscoprire un passato in alcuni casi poco conosciuto.

Soddisfatti gli organizzatori, come sottolinea Anselmo Sovieni, presidente del Consiglio direttivo del Consorzio per il Festivalfilosofia e membro del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena: «Un dato emerge su tutti: l’aumento degli stranieri, ma soprattutto di giovani e giovanissimi, con classi provenienti anche dal Sud Italia».

Dal punto di vista numerico il pubblico delle lezioni magistrali è in linea con quello dello scorso anno, con almeno 90 mila presenze; il programma artistico, con oltre 70mila presenze, ha sofferto di più per il maltempo di venerdì: la cancellazione di alcuni spettacoli, la capienza ridotta delle sedi e la difficoltà di spostamento hanno fatto registrare un calo fisiologico dei presenti (dal 15 al 20%).

Arti il tema della prossima edizione. Un argomento complesso, come sottolinea Michelina Borsari, direttore scientifico del festival: «L’edizione 2017 del festival sarà dedicata alle arti e ne esplorerà la radice comune con le tecniche, che si manifesta negli oggetti “fatti ad arte”, con la maestria che accomuna artisti e artigiani in tutti i campi del produrre, anche quelli ad alta tecnologia. Si indagherà il carattere artificiale non solo delle opere, ma della stessa umanità nell’epoca in cui le biotecnologie permettono la manipolazione e riproduzione della vita. E si punterà a guardare dentro le officine e gli atelier, per far emergere i procedimenti e le forme della creazione artistica contemporanea».

Tullio Gregory, membro del Comitato scientifico del Consorzio per il Festivalfilosofia, sottolinea come il nuovo tema consenta di affrontare molteplici nodi di riflessione, ma partendo da una radice comune: «E’ la téchne greca la matrice da cui si dipanerà l’edizione 2017: un termine che comprende non solo quelle che noi abbiamo poi chiamato le arti belle, ma ciò che definiremmo “arti e mestieri”. Dichiara invece Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia: «Il tema delle arti è estremamente ricco e legato al “saper fare” ed è stato scelto non a caso in un territorio con grandi eccellenze di matrice artigiana: da Modena con la sua tradizione enogastronomica e motoristica, a Carpi con il suo distretto tessile e Sassuolo con quello ceramico».

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