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Nell’attuale Consiglio di Amministrazione siedono componenti già presenti nel passato e quindi in parte responsabili delle scelte che hanno prodotto risultati oltremodo negativi.

L’aeroporto Valerio Catullo rappresenta ancora per Verona la possibilità di continuare ad aprirsi al mondo sia dal punto di vista culturale, che da quello commerciale? Un’occasione di sviluppo importantissima, ma quanto emerso in questi giorni sullo stato dei conti fa temere il peggio, visto che si nota anche la mancanza di un piano industriale volto a dar impulso all’aeroporto scaligero.

Sull’esistenza di questo piano c’è nebbia fitta, tant’è vero che gli stessi uffici comunali sono costretti a basarsi su fonti quali i verbali dell’assemblea dei soci. Cosa sembra contenere questo segretissimo piano? Che tra il 2014 e il 2030 ci sarà uno sviluppo dei passeggeri in arrivo e partenza da Verona, (oggi la cifra è ferma a 2,8milioni di passeggeri), aumentando i voli low cost. Sono le stesse argomentazioni del precedente presidente e del suo staff; pare un film già visto…

Oltre ai problemi legati ai contratti capestro con le compagnie aeree, alla carenza dei promessi investimenti, allo scalo di Montichiari inoperoso, si aggiunge anche un bilancio che presenta le stesse caratteristiche dei precedenti, ovvero, come ha sottolineato Michele Bertucco, utilizza supposti crediti d’imposta per arrivare a dare un risultato positivo.

In passato si è tanto parlato delle responsabilità riconducibili a carico dell’ex Presidente del Consiglio di Amministrazione e del precedente Direttore Generale, ma nulla è realmente accaduto, ormai sembra che di tutto questo non ci sia più traccia; anzi se ne riproducono gli stilemi…

Non sfugge che nell’attuale Consiglio di Amministrazione siedono componenti già presenti nel passato e, pertanto, in parte responsabili delle scelte che hanno prodotto risultati oltremodo negativi. Anche il Senatore Stefano Bertacco di Forza Italia, area ex AN, ha richiamato con forza l’attenzione sul mancato rilancio che l’avvento di SAVE come socio di riferimento avrebbe dovuto portare. Ma evidentemente ha un vuoto di memoria perché la situazione odierna è frutto dell’acquiescenza dell’allora Presidente della Provincia Giovanni Miozzi (ex AN pure lui) che continuò a far approvare, nonostante i pesanti rilievi delle opposizioni, aumenti di capitale per “tappare i buchi”, fino a quando il tanto vituperato Patto di Stabilità costrinse a rinunciare ad altri esborsi.

Che dire poi del Comune di Villafranca che si è prestato, auspice il Sindaco Mario Faccioli (ex AN), alla cessione di quote che ha consentito a SAVE di entrare nella compagine sociale del Catullo e poi, con la benedizione di Alberto Giorgetti, all’epoca Sottosegretario del governo Berlusconi, di diventare il socio di maggioranza. Bisogna anche ricordare che gli inviti a esperire tutte le possibilità di coinvolgere nuovi soci, anche con una gara internazionale, vennero scartate a priori. Forse perché Enrico Marchi, AD di SAVE, era grande amico di Giancarlo Galan?

Da allora poco è cambiato, le problematiche dello scalo di Montichiari, voluto inopinatamente da una dirigenza mai sconfessata appieno, restano tutte sul tappeto ed è illusorio sperare che aver attirato qualche compagnia minore sullo scalo veronese possa essere risolutivo. Un solo dato certo: nel corso di questi anni sono stati licenziati tanti lavoratori, altri hanno gravi preoccupazioni per il loro futuro e i responsabili del disastro non hanno pagato e continuano a restare impuniti.

Ancora oggi, dopo un ventennio di proposte, manca il collegamento ferroviario del Catullo con Verona tramite la linea ferroviaria Verona-Mantova; l’ipotesi progettuale redatta da RFI è sicuramente in grado di soddisfare l’esigenza. Tuttavia, va rivista la parte relativa ai parcheggi in prossimità della fermata presso l’Aeroporto, infatti non è pensabile che la stazione prevista sia servita da un numero limitato di parcheggi rispetto alle esigenze reali di uno scalo che dovrebbe (?) essere in fase di sviluppo.

Cosa intendano fare i soci veronesi non è dato sapere: la moribonda Provincia tace, il Comune pure, così anche la Camera di Commercio, che ha sempre designato, occorre sottolinearlo, le persone che poi hanno rivestito l’incarico di Presidente, certo con pochi risultati positivi. Quindi cosa dovrebbero fare? Formare un tavolo di confronto permanente volto alla individuazione e definizione di una vera strategia di sviluppo, con verifica accurata del Piano industriale, se esiste, ed eventualmente procedere ad una drastica revisione dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Come procedere? Non certo con le promesse sentite sinora, ma con azioni concrete e con verifiche continue dei risultati!

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

Commenti (2)

  • Francesco Premi

    A suo tempo anni fa – in cui pare che l’aeroporto Catullo stesse esaurendo i termini temporali della concessione della pista e di molte delle strutture necessarie per mantenere l’autorizzazione – erano uscite delle notizie su una proposta dell’aeroporto di Monaco di Baviera per acquisire il Catullo, operazione che avrebbe permesso a Verona di mantenere e aumentare le sue tratte di feeding dei grandi hub tedeschi (Verona per Monaco e Francoforte voleva dire Air Dolomiti per Lufthansa, e per tutte le sue destinazioni mondiali) dal bacino che da Brescia arriva a Padova, da Bolzano a Modena. Questo avrebbe rafforzato, a mio modo di vedere, anche il ruolo di Verona come partner privilegiato della Germania in Italia per il turistico ed il business, e come trampolino per l’Italia in Germania e Nord Europa.
    Poi con Monaco non se ne è fatto nulla, e il Catullo ora è al servizio di uno dei suoi ex concorrenti. Sarebbe interessante approfondire anche questa vicenda, di cui purtroppo ho solo avuto notizie informali.

  • Infatti… finora delle presunte responsabilita’ se ne sta parlando a vuoto ormai da cinque anni. Ma fino a che le accuse della Catullo nei confronti del sottoscritto sbandierate invano dal suo Presidente non saranno provate in un’aula di Tribunale, si sta discutendo solo di cose senza senso che impediscono di percepire le reali ragioni del dissesto strutturale della Catullo. Ricordo che la delibera del CdA relativa all’azione di responsabilita’ nei miei confronti e’ datata 5 Settembre 2012 (quattro anni fa…). Come mai la Catullo non si e’ mossa “senza indugio” a propria tutela? Strano… via io i problemi non si sono risolti ma direi sono addirittura peggiorati. Dal 2012 al 2015 la Catullo non e’ piu’ riuscita a chiudere alcun bilancio in attivo (imposte anticipate a parte) nonostante i pesantissimi tagli nei costi generati dai licenziamenti. Nello stesso periodo i passeggeri si sono ridotti di quasi un milione di unita’ rispetto al 2011. Siamo sicuri che era proprio tutta colpa di Soppani??? Buon lavoro (a chi ce l’ha)
    Ing. Massimo Soppani
    Ex DG Catullo Spa
    Settembre 2009 ÷ Dicembre 2011

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