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Luca Scappini, presidente Ordine degli Ingegneri: «Le scuole dovrebbero essere costruite ex-novo e per quanto riguarda il patrimonio architettonico non si è fatto quasi nulla per la prevenzione».

Il terremoto rimane un evento imprevedibile, a volte devastante come quello che ha messo in ginocchio la popolazione del Centro Italia. Ogni volta che si verifica un evento sismico si accende il dibattito su quanto siano sicure le nostre città, della necessità non solo di costruire edifici, pubblici e privati, con criteri che li rendano capaci di resistere ad una possibile emergenza, ma anche di adeguare quelli più vecchi e di proteggere la popolazione e il patrimonio storico. Ne abbiamo parlato con l’ing. Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli Ingeneri di Verona e Provincia.

– Quale rischio sismico per Verona?
«Non siamo esenti da rischi sismici, questo è sicuro. Verona si trova in una zona che ha subito in passato importantissimi terremoti che ne hanno modificato la morfologia ed il paesaggio. Quel che resta dell’anello esterno dell’Arena è eloquente. Lo stesso lago di Garda e il monte Baldo sono frutto di movimenti tettonici che sono tutt’ora in parte attivi».
– Sono possibili anche a Verona eventi sismici di grado superiore a 6?
«Facendo riferimento alla zonizzazione del territorio ci si può aspettare un terremoto simile a quello che ha colpito l’Emilia nel 2012. Insomma, un evento del 6° grado in termini probabilistici non è da escludere. Faccio però presente che non è solo la magnitudo a determinare l’impatto di un terremoto sul costruito, ma ci sono altri fattori che possono amplificarne l’effetto».
– Verona è una città d’arte con un grande patrimonio di edifici storici…
«Certamente, in caso di terremoto l’importante il patrimonio storico e artistico di Verona rischia di subire danni irreparabili, un disastro con conseguente ricaduta negativa sul turismo, linfa vitale per la città».

Luca Scappini
Luca Scappini


– Cosa si è fatto fino ad ora a Verona per mettere in sicurezza questo patrimonio?
«L’osservatorio dell’Ordine non è il più adeguato per tale tipo di risposta, ma è sotto gli occhi di tutti che a Verona c’è un’immensità di beni architettonici a rischio e che si è fatto quasi nulla sulla prevenzione. Sottolineo che non esiste alcuna legge che obblighi le amministrazioni o i privati a fare adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente o vetusto, nemmeno per edifici strategici».
– Parlando di edifici pubblici, il 12 settembre a Verona iniziano le scuole…
«Sono personalmente dell’idea che le scuole, così come gli edifici strategici quali ospedali ed edifici pubblici, debbano essere costruiti ex-novo, per poter dare adeguate garanzie di sicurezza e civiltà. Le scuole, purtroppo, non sono un grande esempio a Verona come nel resto d’Italia. Ad Amatrice Municipio, scuole ed ospedale con il terremoto sono crollati o resi inagibili, questo è un problema nel problema».
– A Verona ci sono quartieri o tipologie di costruzione particolarmente a rischio?
«I parametri per associare il rischio ad un immobile sono veramente molti. La vetustà ed i materiali poveri di costruzione sono senz’altro importanti, ma non unici. Va tuttavia anche valutato il tipo di amplificazione del sito, ossia quanto un terremoto può “interagire” con la struttura incrementandone i danni. A questo scopo servono le mappe di microzonizzazione che ogni comune dovrebbe aver redatto».
– Per le nuove costruzioni a Verona, la normativa prevede l’adozione obbligatoria di criteri di costruzione antisismici?
«Si, dal 2003».
– Ed in caso di ristrutturazione?
«Dipende dal tipo di intervento. Per ampliamenti e sopraelevazioni sì (tipico esempio di Piano Casa)».
– Un privato a chi deve rivolgersi per verificare la sicurezza della sua abitazione?
«La risposta è a un bravo ingegnere. C’è poi un problema tutto italiano legato al frazionamento delle proprietà (per esempio i condomini ma non solo), che richiede la volontà di più soggetti per poter avere una risposta esaustiva al problema. Succede così che se non c’è accordo fra tutte le parti i lavori di messa in sicurezza restano solo buone intenzioni».
– Se un privato volesse mettere in sicurezza sismica la sua casa senza ristrutturarla?
«Francamente non ricordo casi del genere. Certamente da un punto di vista teorico si può fare, sebbene la costituzione di un cantiere con annesse problematiche facciano diventare di fatto l’intervento una vera e propria ristrutturazione. I lavori di messa in sicurezza di edifici esistenti sono complessi e difficilmente non invasivi. Se poi si tratta di un edificio vetusto certamente non ne vale pena. Quello che posso dire è che molto spesso è inutile restaurare una FIAT 1100 sperando possa avere poi le prestazioni di una Tesla».
– Spesso si pensa alla ristrutturazione della casa (nuovi infissi, pavimenti, impianti termoidraulici) ma poco alla sicurezza riguardo ai terremoti. I veronesi quanto sono sensibili alla sicurezza?
«Zero. Passata un’altra settimana non parleranno più del sisma e penseranno a trovarsi il tecnico che costa di meno e che, possibilmente, chiuda un’occhio su qualche abuso».

Claudio Toffalini

Claudio Toffalini

L'autore: Claudio Toffalini

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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