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Vigili del fuoco

I Vigili del Fuoco chiedono l’immissione in ruolo di circa mille nuovi elementi a livello nazionale e che almeno 60 di questi venga destinato al territorio veronese.

Da alcune settimane è diventato di pubblico dominio lo stato di disagio dei Vigili del Fuoco veronesi che, con iniziative di vario tipo stanno denunciando le difficoltà che rendono difficile l’operatività a livello locale. Le azioni che si stanno portando avanti sono tese a migliorare le condizioni di lavoro degli addetti e a dare maggior sicurezza alla popolazione. «Tutte domande che poniamo trovano risposta nel teorema dell’emergenza amministrativa, imposto dalla burocrazia ministeriale per distogliere l’attenzione dai problemi veri del Corpo – spiega il portavoce dei Vigili del Fuoco Luca Cipriani –. Come è noto la logica dell’emergenza ha spesso influito negativamente sulle scelte dell’Amministrazione centrale e ci ha sempre danneggiati. Così, il Corpo più amato dagli italiani (secondo indagini ISTAT) risulta essere il più dimenticato dalla politica, a causa dei filtri imposti dalla burocrazia ministeriale». Si sente dunque la necessità di misure urgenti volte a ripristinare le normali condizioni di operatività del Corpo, soprattutto per quanto riguarda alcuni aspetti organizzativi e gestionali: la rappresentanza di vertice del corpo, la struttura decentrata, i contratti di lavoro, la previdenza e le pensioni.

Aggiunge Sonia Todesco (CGIL): «La nota dell’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) sulle indennità specialistiche è  chiara: non serve un Prefetto in più,  ma serve un contratto, subito. Meno Prefetti più pompieri, meno Prefetti più contratto perché questi sono i diritti che spettano ai Vigili del Fuoco. Diritti che attendono di essere riconosciuti da anni, come specificità del loro lavoro. E la specificità non può essere vissuta come un semplice allineamento ad altri Corpi che assolvono compiti completamente diversi dall’attività multidisciplinare svolta, con professionalità e coraggio, dai Vigili del Fuoco».

Continua Andrea Residori (CGIL): ”Bisogna aggredire anche il problema del doppione Protezione civile e dire che la struttura nazionale è una sola, ben conosciuta, professionalmente preparata e amata dalla popolazione: il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Se riordino ci deve essere, non sia solo un riordino di facciata ma sia orientato a garantire sicurezza ed efficienza, creando risparmio attraverso l’abolizione di inutili doppioni nazionali e mettendo in comunicazione le Direzioni Regionali dei Vigili del Fuoco con le Regioni, centro vitale dell’attività del territorio»

Riassumendo le richieste sono che vengano immediatamente immessi in ruolo i circa mille Vigili che sono in fase di assunzione a livello nazionale; che un congruo numero di questi, almeno 60, venga destinato al territorio veronese, dando così la possibilità di creare due nuovi distaccamenti, migliorando la tempestività e capacità di intervento; che si dia uno status definitivo al Corpo, riconoscendone la specificità; che vengano adeguate a questo sia la struttura di comando che i trattamenti economici e previdenziali. Una partita complicata e difficile che metterà sicuramente alla prova le capacità dei nostri politici locali che, pochi giorni fa, nel corso di una affollata assemblea, dove erano presenti esponenti e parlamentari di tutti i partiti, hanno dato ampie assicurazioni sul sostegno alle richieste avanzate.

Lorenzo Dalai

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