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Lo Scalo Ferroviario, ultimo spazio libero di Verona Sud, potrebbe diventare un parco nel cuore di Verona. I vantaggi sarebbero per la salute delle persone, come evidenzia uno studio curato dalla Facoltà di Architettura di Venezia e dall’ULSS 20 di Verona, ma anche per le finanze pubbliche.

Di recente sono apparsi articoli su diversi giornali nei quali veniva riportato che, secondo le ultime rilevazioni ISTAT, a Verona c’è una disponibilità di verde urbano pari a 33,7 mq per abitante. Così secondo le logiche statistiche a un abitante delle Golosine, che tanto verde non l’ha mai visto, tocca la stessa quota di un abitante di Castagnè che ne ha in abbondanza anche per lui. In altre parole è iniquo mettere il verde di Verona in un unico calderone e poi fare la media, perché parchi e aree protette sono per lo più concentrati a nord della città nella parte collinare poco abitata , mentre a sud quartieri come S. Lucia, Golosine, Borgo Roma, Ca di David che hanno una popolazione che è più di un quarto di quella dell’intero territorio comunale, devono accontentarsi degli avanzi con meno di 9mq per abitante.

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Dice l’Amministrazione Comunale che è solo con le concessioni edilizie ai privati che si possono recuperare le risorse per i parchi. Ma non è vero! Abbiamo visto che alla Passalacqua l’Associazione Temporanea di Imprese (ATI) dopo quattro anni ha ultimato solo una palazzina sulle quindici previste e del parco molto annunciato non si vede traccia. Si sono voluti stipare 300 appartamenti in un luogo di pregio così da deprezzarlo sia dal lato paesaggistico – ambientale, che anche economico rendendolo perciò poco appetibile dal mercato. Si vuole dare la colpa dello stallo edilizio alla crisi, facendo finta di non sapere che quest’ultima non è la causa bensì l’effetto della speculazione immobiliare. E tuttavia anche se i privati riuscissero a recuperare le risorse per realizzare i parchi, questi, confinati nei ritagli di spazio rimasti, risulterebbero irrilevanti.

La vivibilità delle città si misura oggi sempre di più sulla presenza di parchi e giardini che sorgano all’interno dei quartieri. Pochi mesi fa è stato pubblicato lo Studio “Spazi verdi da vivere, il verde fa bene alla salute” curato dalla Facoltà di Architettura di Venezia e dall’ULSS 20 di Verona. E’ risaputo che il verde ha anche proprietà terapeutiche, ma per la prima volta il lavoro di due diverse discipline ha messo in evidenza con dati scientifici accertati quanto siano concrete queste proprietà. Vi troviamo tra l’altro che la percentuale di insorgenza di malattie croniche – cardiopatia coronarica (angina, infarto), disturbi scheletrici, ansia, ecc.) – è sensibilmente minore tra chi abita a meno di un km da parchi o aree verdi; che il verde può abbassare di 3-4 gradi la bolla di calore generata dalle strutture urbane (case, capannoni, strade…); che il verde ha un ruolo primario nell’assorbimento di CO2 e nel filtraggio delle polveri sottili.

Per ottenere benefici dal verde urbano non sono però sufficienti i giardini che si realizzano a macchia di leopardo nei residui del costruito e sconnessi tra di loro. Si dovrebbero cambiare radicalmente le scelte urbanistiche creando ad esempio un Anello Verde attorno alla città che ponga un limite all’espansione edilizia. Sarebbe indispensabile che nello Scalo Ferroviario, l’ultimo spazio libero di Verona Sud, si creasse un vero parco nel cuore di Verona senza nuove costruzioni ma riutilizzando i volumi edilizi esistenti. Ci sarebbero vantaggi per le persone in termini di salute, ma anche per le finanze pubbliche, con risparmi notevoli sulle spese sanitarie. Insediarvi, case, centri commerciali, uffici e capannoni, a fronte di un enorme patrimonio immobiliare inutilizzato, non farà altro che squalificare ancora di più lo spazio sotto tutti gli aspetti.

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Ci sono diversi esempi di eccellenti recuperi a verde di ferrovie dismesse: a Berlino nel parco am Gleisdreick, tra i vecchi binari sono stati ricavati 26 ettari di verde.  La High Line di New York è un parco, che utilizza, per una lunghezza di 2,3 chilometri, la sede della ferrovia sopraelevata che nel 1930 trasportava merci sulla West Side di Manhattan. La Promenade plantée a Parigi si sviluppa sul percorso di una vecchia ferrovia dismessa; il recupero di questo tracciato ha conservato anche le piante spontanee che erano nate durante gli anni dell’abbandono. Anche le risorse non mancano con la possibilità di accedere sia a diversi Finanziamenti Europei che alla Legge di stabilità che prevede 500 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie. A Verona sud la città deve tornare ai cittadini che hanno tutto il diritto di pretendere i 700.000 mq di verde che mancano per raggiungere la disponibilità di verde dichiarata.

Alberto Ballestriero
VeronaPolis

 

 
Alberto Ballestriero

L'autore: Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. E’ socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari - divagazioni di un giardiniere sul paesaggio” E’ socio fondatore dell’Osservatorio territoriale Verona Polis. ballestriero@gmail.com

Commenti (4)

  • Martino Franceschi
    Martino Franceschi Rispondi

    Sarebbe un progetto innovativo e riqualificante ma dai vostri sondaggi esiste la volontà politica?

  • Alberto Ballestriero
    Alberto Ballestriero Rispondi

    La politica, e la conseguente volontà, dovrebbe essere l’espressione dei cittadini. Se questi hanno i numeri e la forza per un vero cambiamento tutti i progetti possono essere realizzati. Intanto seminiamo idee.

  • Serve soprattutto la volontà della gente, di tutta la gente di Vetona perchè questo è un progetto che interessa tutti. I politici saranno sempre pronti a promettere mari e monti soprattutto in questo periodo … poi la storia ci ha sempre dimostrato che alla prima vera occasione se ne dimenticano.

  • Sono cresciuta a Porto San Pancrazio e mi sono sempre ritenuta fortunata ad avere il parco dell’adige a due passi da casa. Ho avuto la fortuna di crescere vicino al centro di verona e allo stesso tempo di poter giocare nei campi. Sarebbe fantastico se trasformassero lo scalo ferroviario in un parco, e connetterlo al parco dell’adige con una magnifica pista ciclabile. Ho vissuto per 5 anni a Londra e quando vivi in una citta grande cerchi sempre del verde dove riposarti dallo stress della citta. Verona e una citta che sta crescendo e includere aree verdi nella crescita e essenziale! Spero che i politici veronesi abbiano quasta visione per il futuro di Verona.

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