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La sede di Crediveneto a Verona, a Palazzo Orti Manara
La sede di Crediveneto a Verona, a Palazzo Orti Manara

Il 6 maggio la Banca d’Italia ha messo in liquidazione coatta l’Istituto di credito che conta 198 addetti, di cui 120 lavorano nel veronese.  Secondo i Sindacati l’inadeguatezza degli amministratori è stata totale.

Conferenza stampa unitaria dei sindacati di categoria dei bancari quella di venerdì 20 maggio che si è tenuta presso la sede della Cgil in via Settembrini con un filo conduttore molto chiaro: dare un futuro ben definito alla parte operativa di quella che è stata Crediveneto e individuare e perseguire le responsabilità di questo ennesimo disastro aziendale.

Erano presenti Luisa Quarenghi per Uilca, Rosaria Di Martino per First-Cisl, Maurizio Framba per Fisac-Cgil e Marco Muratore per Fabi. La volontà emersa è quella di chiarire il perché del tardivo intervento della Banca d’Italia, che il 6 maggio, alla vigilia dell’assemblea dei soci, ha ritenuto di mettere in liquidazione coatta l’istituto di credito, ponendo fine ad una storia ultra centenaria, che veniva dalle varie Casse Rurali che l’avevano generata. Già a marzo si era prospettata una riorganizzazione aziendale che prevedeva 80 esuberi, su di un totale di 198 addetti, di cui 120 con sede di lavoro nel veronese; il piano era stato preso in esame a causa del carico di “sofferenze” ormai pesantissimo. Poi la decisione di liquidazione, repentina e ancora non sufficientemente definita.

Ora non è chiaro cosa intende fare Banca Sviluppo, che è stata designata a continuare l’attività operativa di Crediveneto; sicuramente i soci resteranno con un pugno di mosche, ma non si hanno ancora notizie di un Piano Industriale per rilanciare la presenza nel Basso veronese di un’attività creditizia che da sempre ha accompagnato il progresso economico e civile di questo territorio. Non ci sono certezze sul mantenimento dei posti di lavoro, sul riconoscimento e sulla valorizzazione delle competenze dei lavoratori, sul mantenimento della presenza degli sportelli che finora hanno garantito i servizi bancari anche nei centri minori.

Certo è che l’inadeguatezza degli amministratori è stata totale, perciò, a detta dei Sindacati, dovranno essere definite e perseguite le loro responsabilità e quelle degli organi di controllo, che sono intervenuti solo quando il disastro era ormai irreparabile. Nel contempo si cercherà di coinvolgere tutte le istituzioni pubbliche a partire dal Prefetto, dalla Provincia, visto che fino a quando sarà operativa resta attore nella gestione delle crisi aziendali, per arrivare ai sindaci dei Comuni interessati dalla presenza degli sportelli della ormai ex Crediveneto. Un’azione a tutto campo per cercare di avere una soluzione il più possibile soddisfacente ad una vicenda finora molto negativa e gestita sicuramente in modo approssimativo.

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

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