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Intervista con Carlo Dall’Ora, presidente della Pro Loco che dopo anni di impegno, grazie al FAI e al Comune, vede realizzato il sogno di riportare in vita il monumento di Porto San Pancrazio. «Vorremmo che l’area di Forte Santa Caterina fosse collegata al Parco Adige Sud attraverso un passaggio ciclo-pedonale sulla diga del Pestrino».

Carlo Dall’Ora è il presidente della Pro Loco che in questi anni si è attivata per il restauro del Lazzaretto nella zona di Porto San Pancrazio. Un traguardo raggiunto grazie al FAI (Fondo Ambiente Italiano) e al Comune di Verona.

– Carlo Dall’Ora quando è nata la Pro Loco Lazzaretto?

«La Pro Loco è nata ufficialmente nel 1978 con lo scopo di valorizzare la zona, gestire la sagra dell’Assunta, sostenere le richieste al Comune di servizi ed opere pubbliche come i marciapiede, l’autobus, la segnaletica stradale, ma anche tutelare e valorizzare due piccoli gioielli storici quali la chiesetta romanica di piazzetta Dogana e il più noto Lazzaretto, opera di scuola del Sanmicheli».

– Cosa rappresenta per voi questo monumento?

«Il Lazzaretto era un’opera imponente la cui costruzione, iniziata nel 1548, è stata utilizzata prima come ricovero e isolamento dalla peste, poi come ospedale militare e infine come deposito munizioni. L’evento tragico che ne ha segnato il destino è stata la violenta e tragica esplosione del 20 maggio 1945 quando trovarono la morte una trentina di persone. Gran parte dell’edifico crollò e in quegli anni difficili del primo dopoguerra molto materiale fu portato via e utilizzato per la ricostruzione».

– Quali sono state le vicende del Lazzaretto dal 1945 ad oggi?

Nel 1958 è stato parzialmente restaurato il tempietto centrale in occasione della ricorrenza dei 400 anni dalla morte del Sanmicheli; poi all’interno dell’area fu realizzato un campetto di calcio dove da ragazzi andavamo ad allenarci. Come Pro Loco, nel 1980 abbiamo presentato al Comune un progetto di valorizzazione dell’area che prevedeva campi di calcio e tennis, un percorso natura e vita nel verde e una passerella sull’Adige, tipo ponte tibetano, per il collegamento con l’area di Villa Bernini Buri».

– E come andò a finire?

«Non si fece nulla e in compenso nel 1982 venne a recintare l’area e furono messi dei cartelli con il divieto di ingresso per “pericolo esplosioni” (da notare che da trent’anni si poteva entrare liberamente nel sito e si giocava a calcio). Il risultato fu che il Lazzaretto cadde ancora più in rovina riempiendosi di arbusti».

– Cosa ha convinto gli amministratori a procedere con il restauro?

«Dopo la Giornata del Ricordo del 20 maggio 2012, organizzata dalla Pro Loco per ricordare la tragedia del 1945, il Lazzaretto ha trovato l’interesse prima del FAI (Fondo Ambiente Italiano), che lo ha inserito nei “Luoghi del cuore”, e quindi dell’Amministrazione comunale. Nel luglio 2014 il FAI ha ottenuto dal Comune di Verona la concessione per 18 anni e sono iniziate le prime opere di disboscamento, recinzione, messa in sicurezza e rilievi, grazie anche ai finanziamenti di Fondazione Cariverona e Banca Popolare di Verona – Gruppo Banco Popolare. Ora si dovrebbe procedere con il restauro vero e proprio. La rinascita del Lazzaretto è cominciata e vorrei ringraziare tutti quelli che ci hanno dato una mano; fra questi Gino Perigozzo che tanto si è speso per questo obiettivo».

– Come sarà il Lazzaretto del futuro?

«Teniamo presente che il FAI è l’Ente responsabile del bene in concessione e che si tratta di un complesso monumentale del 17° secolo, per cui ogni intervento dovrà essere attentamente valutato dalla Soprintendenza. Dovrebbe essere ricostruita una piccola parte dell’antico complesso, secondo i disegni originali e con materiali recuperati. Il Lazzaretto, inoltre, si trova inserito nel territorio del Parco Adige Sud e quindi pensiamo che il progetto dovrà armonizzarsi con il contesto. Siamo contenti che sia stata ripresa la nostra vecchia idea di una passerella-ponte ciclo pedonale sull’Adige per un collegamento con la riva opposta, così si verrà a creare un percorso circolare con il parco di Bosco Buri, Villa Bernini Buri, il Giarol Grande ed il Ponte San Pancrazio, che valorizzerà tutta l’area».

– Il Lazzaretto è diventato un luogo di aggregazione sociale…

«C’è la “Giornata del Ricordo”, che si terrà domenica 15 maggio 2016 a partire dalle 16,45 con rievocazioni storiche, testimonianze e concerto del Gruppo corale Chorus. Poi, dal 4 giugno fino al 3 settembre, ci sarà la rassegna “FAI l’estate al Lazzaretto” con otto serate di teatro, musica, concerti, giochi e spettacoli. Per le informazioni di dettaglio sulle serate e gli approfondimenti riguardo la storia del Lazzaretto invitiamo tutti a seguirci sul sito della Pro Loco».  Infine la sagra dell’Assunta, tradizionale festa del borgo che si tiene a ferragosto e che è una delle più antiche e partecipate del veronese».

– Come Pro Loco avete altre proposte?

«Ci piacerebbe che l’area di Forte Santa Caterina si potesse collegare direttamente al Parco dell’Adige Sud attraverso un passaggio ciclo-pedonale sulla diga del Pestrino. Servirebbero certamente dei lavori per la messa in sicurezza e le necessarie autorizzazioni degli enti coinvolti, ma così si realizzerebbe una grande area verde integrata, vicina alla città, che potrebbe diventare un importante ed attrezzato polmone verde per tutti i veronesi».

Claudio Toffalini

Claudio Toffalini

L'autore: Claudio Toffalini

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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