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In provincia di Verona nel quadriennio 2013-2016 , si sono verificati 27 incidenti mortali e i settori più colpiti sono stati ancora una volta l’agricoltura e l’edilizia.

Il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro, Feneal, Filca e Fillea si sono mobilitati con presidi, manifestazioni, sit-in, mentre i lavoratori del settore lapideo hanno incrociato le braccia per due ore , per chiedere interventi straordinari in materia di sicurezza nelle cave, primo fra tutti la revoca delle concessioni alle imprese che non rispettano le norme di sicurezza.

«Carrara, Vicenza, Palermo, Salerno, Nola sono solo i luoghi dove ci sono stati i più recenti infortuni mortali, che registrano un trend in crescita in questi primi quattro mesi del 2016. L’Osservatorio Indipendente di Bologna ci ricorda che fino ad oggi in totale si contano 170 morti sul lavoro. Di questi quelli dei comparti delle costruzioni sono 34, circa il 30% in più dello stesso periodo del 2015. Un’escalation che impone una riflessione seria e un’azione immediata per riportare al centro dell’attenzione il diritto alla salute e alla sicurezza del lavoro», queste le motivazioni dei Segretari Nazionali di Cgil, Cisl e Uil punto di riferimento di una forte mobilitazione che si sta sviluppando in tutta Italia, con modalità articolate, soprattutto in vista dell’appuntamento del 1° maggio, dove verrà ribadito l’impegno contro la piaga delle morti bianche.

In Veneto nell’ultimo quadriennio sono morte sul lavoro 152 persone, un dramma che si ripercuote su tutta la società e in modo particolare sulle famiglie. In provincia di Verona, sempre nel quadriennio 2013/2016 , si sono verificati 27 incidenti mortali e i settori più colpiti sono stati, come sempre, l’agricoltura e subito dopo l’edilizia.

Anche il mondo della Scuola si muove, infatti ESEV CPT (Ente Promosso da ANCE Verona e dalle organizzazioni sindacali), INAIL, SPISAL della ULSS 20 hanno promosso un incontro all’Istituto Tecnico Cangrande della Scala con lo scopo di dare direttamente dai banchi di scuola un importante contributo di sensibilizzazione sul tema della prevenzione degli infortuni e dei rischi che si corrono nei cantieri. +

Protagonisti sono stati i ragazzi delle classi terze, quarte e quinte degli Istituti Tecnici di città e provincia che hanno portato la propria testimonianza nell’ambito del virtuoso progetto formativo pilota, unico in Italia, che ha sviluppato il tema Linee progettuali per la promozione ed implementazione della cultura della sicurezza negli Istituti tecnici ad indirizzo “costruzioni, ambiente e territorio”.

CGIL-CISL-UIL

«Promuovere prevenzione e formazione non basta se contemporaneamente non si intensificano la lotta all’irregolarità e all’elusione delle regole – proseguono i Sindacati Confederali – occorre rafforzare controlli e sanzioni, agire per rendere i luoghi di lavoro vere e proprie “case di vetro”, soprattutto i cantieri, che sono i luoghi più esposti al rischio di incidenti gravi e gravissimi e di malattie professionali. Occorre intervenire sul sistema delle pensioni, perché non è possibile che lavorare a dieci metri di altezza o sollevare quintali di materiale ogni giorno al freddo o sotto il sole non sia considerato un lavoro usurante. Questi lavoratori debbono andare in pensione prima, senza penalizzazioni».

Per i sindacati «la sicurezza inizia dalla qualità e regolarità delle imprese, dal rispetto del lavoro, quindi dei contratti, e dal rispetto delle norme di sicurezza, ancora troppo spesso considerati costi da comprimere. L’unica cosa che occorre comprimere è l’irregolarità delle imprese. Oggi, ancora una volta, chiediamo al governo di assumere questo tema come priorità. Vogliamo risposte, chiediamo azioni concrete, subito».

Lorenzo Dalai

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