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Trivelle

La pretesa di alcuni Presidenti di Regione, supportati dai rispettivi Consigli, di sostituirsi alla volontà popolare, che in tutti gli altri casi di consultazioni referendarie si era manifestata con la richiesta sottoscritta da centinaia di migliaia di cittadini, ha fatto flop!

Una assunzione di responsabilità che sì aveva prodotto alcune rettifiche importanti al Decreto Sblocca Italia, ma aveva lasciato aperto un piccolo e poco significativo contenzioso, sul quale si è voluto portare avanti un’azione di forza, che ha visto, in un inedito schieramento, Lega Ambiente alleata con Estrema Destra ed Estrema Sinistra, e opportunisti di tutti i tipi schierarsi a “difesa del mare”, con la diffusione di slogan falsi e infondati, atti solo a cercare di confondere le idee. Ma i cittadini italiani hanno dimostrato che non si fanno prendere per i fondelli da “bande Bassotti” improvvisate, dai vari Emiliano, che tutto avevano nelle intenzioni, tranne che difendere l’acqua del mare.

Sicuramente ha avuto un ruolo anche la Giustizia, che incapace di condannare i criminali, vedi il caso Uva, dove una persona muore e dopo otto anni non si capisce cosa sia successo realmente, e allora invia comunicazioni giudiziarie random, sulla base di dossier farlocchi e anonimi. Un ruolo che dovrà essere chiarito, perché, come è stato giustamente sottolineato, o si arriva a sentenza, o si deve fermare questo meccanismo infernale, costosissimo, di aprire inchieste megagalattiche, che quasi sempre finiscono con archiviazioni seriali; questo impegna Magistrati, Forze dell’Ordine, risorse, che vengono distratti da altri compiti.

Sarebbe opportuno ricordare come l’attuale sindaco di Napoli, quando era Sostituto Procuratore, abbia utilizzato un situazione analoga per farsi conoscere (inchiesta Why not, in cui tentò di coinvolgere Romano Prodi, finita nel nulla) e che ora, in occasione di questo referendum, è stato uno dei più accesi sostenitori del SI, per difendere il mare della Campania dalle trivelle; peccato che sulle coste di Napoli e dintorni non ci sia una piattaforma che sia una! Anzi sarebbe da ricordare a qualche Magistrato che sia in Puglia che in Campania ci sono numerosissimi scarichi fognari che vanno direttamente in mare e decine di depuratori fasulli, che non depurano proprio niente.

Finita l’ondata populista, sui temi energetici sarà opportuno tornare per capire bene quali prospettive si aprono per il futuro, per verificare piani strategici a medio-lungo termine, per approfondire come potrà proseguire la sostituzione dei combustibili fossili con fonti di energia rinnovabile, senza che questo vada a penalizzare le nostre bollette, che oggi sono gravate di un peso che vale più del 40% di componente A3, cioè il costo degli incentivi già distribuiti per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico ed eolico. Ad una famiglia media questo costa circa 600 euro l’anno, alle industrie italiane miliardi e perdita di competitività.

Occorre trovare modalità di compensazione, senza per questo abbandonare la progressività del passaggio da vecchie a nuove tecnologie. Anzi le tecnologie innovative dovranno essere il supporto per migliorare le capacità di storage, cioè di immagazzinare l’energia prodotta e poi utilizzarla man mano che serve alla rete. Temi tecnici, che la Politica dovrà governare, senza emozionalità e sensazionalismi. Adesso l’attenzione passa all’appuntamento referendario di ottobre, dove i temi sono ben più definiti, dove non si andrà a decidere di questioni marginali, ma di come vogliamo il nostro Paese per il Futuro.

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

Commenti (3)

  • Ha fatto flop la democrazia, condivido qui il pensiero di alcuni amici (preso da un loro post su Facebook):
    “Ho votato… Ho votato SÌ… E ho perso!
    Non ci sono altri mezzi termini. Ne altre scuse!
    Temo però che con me abbia perso l’Italia tutta…
    Auguro di cuore – sinceramente – a tutti quelli che non sono andati a votare, di non trovarsi poi pentiti della loro scelta quando si renderanno conto che le piattaforme dovranno essere smantellate con soldi pubblici e non verranno pagate royalties dalle compagnie petrolifere perché avendo concessioni eterne, potranno estrarre senza fretta restando al di sotto del limite che prevede il pagamento.
    Amarezza? Quella c’è tutta… Ma si va avanti!”
    Giusto o sbagliato il quesito, giusto o sbagliato non accorpare il referendum ad altre votazioni, giusto o sbagliato chi lo ha chiesto, giusto o sbagliato che si sia arrivati a chiederlo, provo amarezza e disprezzo per chi invece di “I care” ha detto “me ne frego” e non è andato a votare o a invitato a non andare, politici in primis. Prima o poi non ci chiederanno più cosa ne pensiamo e decideranno per noi, in parte lo stanno già facendo, con buona pace dell’Agorà e della voglia di democrazia che grazie a Dio e grazie agli uomini pervade ancora molti di noi.
    un caro saluto.

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