BannerAmazonVeronain615x60

«Sabato andiamo a Venezia per proporre in modo forte di cambiare la Riforma Fornero, con l’introduzione di una flessibilità per i lavoratori che giungono al termine della loro carriera professionale. Non è una manifestazione contro il Governo, ma piuttosto una sollecitazione molto chiara affinché le proposte che abbiamo condiviso con l’esecutivo vengano definite e rese operative», così dichiara Emiliano Galati, per anni responsabile provinciale della CISL di quelli che venivano definiti “lavoratori atipici” e che in realtà erano divenuti la parte numericamente più consistente delle nuove assunzioni.

Sicuramente il tema ha bisogno di essere tenuto costantemente sotto i riflettori e proprio per questo le Segreterie Confederali CGIL-CISL-UIL hanno deciso unitariamente di indire una giornata di mobilitazione nazionale “Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani” per sabato 2 aprile. Un segnale di unità d’intenti che da tempo non si verificava e che inverte una tendenza che aveva visto nel passato recente i Sindacati Confederali seguire strade spesso divergenti.

Pur ribadendo la territorialità delle manifestazioni, i Segretari generali nazionali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo saranno presenti rispettivamente a Venezia in Campo Santa Margherita, a Roma in Piazza SS. Apostoli e a Napoli in Piazza Giacomo Matteotti.

Le federazioni provinciali di Verona di CGIL, CISL e UIL, in particolare, hanno organizzano una trasferta in pullman per portare oltre mille lavoratori e pensionati alla manifestazione di Venezia per chiedere un cambiamento sostanziale delle modalità di accesso al pensionamento, rimettendo in moto la staffetta generazionale che dia perciò la possibilità di occupazione per i tanti giovani alla ricerca della dignità di un lavoro capace di dare loro fiducia nel proprio futuro.

«Il ripristino della flessibilità nell’accesso al pensionamento può essere una prima risposta generalizzata che consenta così di venire incontro, anche se parzialmente, alle esigenze di chi svolge lavori più faticosi e pesanti. Occorre, infatti, ripensare la normativa, estendendo la platea dei beneficiari e i settori coinvolti nel concetto di lavori usuranti, rivedendo le modalità e i criteri per il calcolo della pensione, in modo che i coefficienti di trasformazione riflettano la differente aspettativa di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, in base anche all’attività svolta».

Questo è quanto diffuso nel comunicato congiunto dalle segreterie provinciali veronesi; la problematica dell’attuale normativa, rigida e indifferenziata, voluta in un momento difficile da un governo di emergenza, sembra così ad un passo dal suo superamento.

Lorenzo Dalai

commenti (0)

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>