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Secondo i dati pubblicati da Confindustria Verona, ci sono segnali positivi per la produzione, soprattutto grazie alle esportazioni europee e extraeuropee ma c’è stato un rallentamento rispetto alle attese.

Il Centro Studi di Confindustria Verona ha pubblicato i dati sull’andamento dell’industria veronese nel 2015 confermando un trend positivo, con un set completo di indicatori con il segno “più”. La produzione industriale veronese segna a consuntivo del 4° trimestre del 2015 un +2,24%. Le previsioni scontano il generale rallentamento dell’economia nazionale l’incremento atteso risulta pari a 0,55 punti percentuali, sinonimo di un clima di sostanziale attesa. L’incertezza colpisce anche il grado fiducia degli imprenditori nell’economia internazionale che, in una scala da 1 a 10, rimane sotto la sufficienza lasciando sul campo oltre mezzo punto rispetto alla rilevazione precedente.

Segnali incoraggianti arrivano dall’utilizzo della capacità produttiva considerata normale o soddisfacente dall’83% degli intervistati e in aumento rispetto a quanto dichiarato nel trimestre precedente e dal mercato interno che con +1,03% prosegue nel suo percorso di espansione. Traino dell’economia rimane l’export che segna un +2,22% per i paesi europei e +1,33% per quelli extra europei. Una sostanziale stabilità emerge dagli ordini che sono dati in aumento di 0,46%. Il comparto dei servizi avanza, mantenendo nel tempo un trend positivo e costante.

«L’ultimo trimestre dell’anno – dichiara il vicepresidente del Centro Studi, Alessandro Fedrigoni – ha confermato per il nostro tessuto economico i buoni risultati che hanno caratterizzato tutto il 2015. La produzione cresce oltre i 2 punti percentuale rispetto allo stesso trimestre del 2014, quando già aveva segnato un +2%. Non possiamo non rilevare che ci sia stato un rallentamento rispetto alle attese, emerse dalla scorsa rilevazione, che prevedevano una crescita per l’ultimo periodo dell’anno del 3,29%. Prudenza anche dalla previsione degli ordini che rimane contenuta, leggermente al di sotto del mezzo punto percentuale sia per il mercato interno che estero. In particolare la metà degli intervistati si aspetta per il primo trimestre dell’anno una sostanziale stazionarietà rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».

«Quella che, a livello nazionale, sembrava una ripresa che si andava consolidando e stabilizzando – continua Fedrigoni – ha subito una battuta d’arresto. Gli episodi di cronaca si sono proiettati sulle borse provocandone anche crolli importanti con i governi nazionali e l’Unione Europea che stanno cercando di infondere fiducia nei mercati. I dati di questa indagine riflettono questo contesto, confermando però il migliore stato di salute dell’economia veronese rispetto a quella italiana. L’economia locale infatti conferma le buone performance e la sua tenace scalata ai livelli pre-crisi pur mantenendo una concreta prudenza».

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