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Agricoltura-radicchio

I risultati della ricerca, condotta in collaborazione con Agribi, saranno presentati venerdì 19 febbraio all’Università di Verona, nell’aula T1 del Polo Zanotto. Ad essere preso in esame è un campione di 499 lavoratori, appartenenti a diversi settori produttivi e dipendenti di 71 imprese agricole operanti in provincia di Verona.

Chi sono i lavoratori dell’agricoltura in provincia di Verona? Che tipologie di contratti hanno? Sono soddisfatti delle loro mansioni? Com’è la qualità della loro vita lavorativa? Quali sono i loro timori per il futuro? Sono alcuni degli interrogativi ai quali ha cercato di dare risposta la ricerca “I lavoratori dell’agricoltura: percorsi, culture e condizioni”, promossa dall’ente bilaterale per l’agricoltura veronese Agribi in collaborazione con l’Università di Verona.

I risultati della ricerca, elaborata dal docente di sociologia del lavoro Giorgio Gosetti, verranno presentati venerdì 19 febbraio all’Università di Verona, nell’aula T1 del Polo Zanotto, nell’ambito di un convegno in cui ci sarà anche un confronto sul lavoro con i sindacati Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil e le associazioni di categoria Confagricoltura, Coldiretti e Cia.

Apriranno la giornata alle 9.30 Luigina Mortari, direttore del dipartimento Scienze Umane dell’Università di Verona e Luigi Bassani, presidente di Agribi Verona. Alle 10 Lucia Bertell, dell’Università di Verona, spiegherà le metodologie seguite nel lavoro di ricerca e subito dopo Giorgio Gosetti illustrerà i risultati della ricerca. Alle 11.15 il confronto sul lavoro in agricoltura, coordinato dalla giornalista Elisa Costanzo, tra Stefano Mantegazza, segretario generale di Uila-Uil; Giovanni Mininni, segretario nazionale di Flai-Cgil; Luigi Sbarra, commissario nazionale di Fai-Cisl; Roberto Caponi, direttore dell’area sindacale di Confagricoltura Nazionale; Claudia Merlino, responsabile lavoro e relazioni sindacali di Cia nazionale; Romano Magrini, capo area gestione del personale, lavoro e relazioni sindacali della confederazione nazionale Coldiretti.

La ricerca, durata un anno e mezzo, è la prima in ambito veronese ad analizzare la qualità della vita lavorativa degli agricoltori, scattando una fotografia dettagliata attraverso percorsi, culture e condizioni. Ad essere preso in esame è un campione di 499 lavoratori, appartenenti a diversi settori produttivi e dipendenti di 71 imprese agricole operanti in provincia di Verona. A tutti è stato somministrato un questionario mirato a tracciare il profilo dei lavoratori, la cultura del lavoro, le condizioni (retribuzione, orario, condizioni ergonomiche, complessità e autonomia del lavoro, conciliazione tra lavoro e vita), il grado di soddisfazione, le cose ritenute più importanti nella vita e la percezione dei rischi futuri, l’idea dell’impresa agricola e la fruizione dei servizi dell’ente bilaterale. In aggiunta al questionario rivolto ai dipendenti è stata predisposta anche una scheda d’impresa ed è stata realizzata una serie di interviste per approfondire alcuni aspetti emersi nel corso della ricerca.

«L’università ha aderito con entusiasmo al progetto, perché un’indagine a tutto campo sull’agricoltura veronese non era mai stata fatta – spiega il presidente Luigi Bassani -. II questionario, costruito con la collaborazione dei sindacati e delle associazioni agricole, ha coinvolto tre ricercatori che hanno eseguito le interviste, tradotte anche in alcune lingue straniere. Lo studio ha lo scopo di comprendere meglio le dinamiche del mondo del lavoro agricolo considerate le peculiari caratteristiche e per capire cosa l’ente bilaterale può mettere in campo in materia di welfare e sicurezza nei luoghi di lavoro e servizi alle imprese, nella prospettiva futura di ampliare la gamma dei servizi».

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