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Fabio Venturi
Fabio Venturi

Stop a Ca’ del Bue dove si punterà sul biogas, più energia verde e fibra ottica per fare di Verona una smart city con meno traffico. La mia preparazione? I conti si fanno alla fine.

36 anni, diploma in Ragioneria, dal 1998 Presidente della Quinta Circoscrizione del Comune di Verona, nel 2009 eletto Consigliere provinciale, Vicepresidente e assessore all’Ambiente della Provincia di Verona dal 2010 al 2014. Dal giugno 2015 Fabio Venturi è Presidente di AGSM SpA.

– Presidente Venturi, oggi lei è a capo di un’azienda che fattura quasi un miliardo di euro, in precedenza è stato vicepresidente della Provincia, cosa risponde a chi ha evidenziato una sua carenza curriculare?
«Prima di tutto che ho rivestito per quattro anni l’incarico di assessore all’Ambiente, quindi molti temi che mi trovo ad affrontare oggi sono stati da me approfonditi in quella veste. Seconda cosa: quando si è alla guida di una società pubblica penso che ci sia bisogno di una persona in grado di conoscere sia gli aspetti tecnici che quelli relazionali, con istituzioni, enti, cittadini, cioè con tutti gli aspetti territoriali. Poi ci vogliono passione entusiasmo, capacità di lavorare in squadra. Qual è alla fine la figura più adatta? Che titolo di studio dovrebbe avere? Ingegnere, avvocato, economista, esperto ambientale? Io cercherò di arrivare alla scadenza del mio mandato con i risultati migliori possibili, allora si potrà fare un bilancio di quanto adeguato sia stato il mio ruolo. Aggiungo che AGSM ha un management di prim’ordine, che altre aziende concorrenti ci invidiano, e al quale và tutta la mia fiducia».

– Passando alla fase operativa, ci sono almeno tre temi che aspettano di essere affrontati: l’impianto di Ca’del Bue, le alleanze strategiche e di conseguenza le prospettive future…
«Su Ca’del Bue è ormai scritta la parola fine, dato che il Consiglio di Amministrazione ha preso atto delle nuove tariffe prospettate da Urbaser, promotore del ripristino del termovalizzatore, 200 euro a tonnellata, comunicatoci a dicembre. Questa tariffa non è conveniente, non è una tariffa di mercato e quindi abbiamo avviato la procedura per chiudere la partita. Per l’interesse dei veronesi abbiamo fatto prevalere il buonsenso. Una scelta che è indipendente dalle decisioni ministeriali e dal chiacchiericcio inconcludente della Regione. Ho sempre sostenuto che il progetto poteva andare avanti solo nell’interesse della città; oggi abbiamo definito, anche formalmente, che questo interesse non c’è più!».

– Riguardo alle alleanze, cosa c’è di concreto?
«Personalmente immagino una aggregazione dell’area geografica attorno a Verona, includendo Vicenza, Mantova, Trento, non più Brescia, visto com’è collocata ormai con A2A; è sicuramente un auspicio, il dialogo è aperto con tutti, non abbiamo intenzione di aggregarci con realtà come la citata A2A o con Hera, ma non perché ci siano incompatibilità politiche, ma perché cerchiamo alleanze con aziende similari alla nostra. Ad esempio con Vicenza abbiamo già una società compartecipata».

– E il futuro? Cosa ne sarà di Ca’del Bue, ad esempio?
«Per quel sito abbiamo già fissato tre obiettivi: migliorare la selezione meccanica, che è sempre stata in funzione, lì sposteremo la Transeco, nostra azienda del settore e infine porteremo avanti il digestore per rifiuto organico, così da non dover più dipendere da terzi per questa tipologia di rifiuti: tratteremo 40.000 tonnellate all’anno e potremo recuperare biogas, anche per autotrazione, consentendo risparmio economico e un beneficio per l’ambiente».

– Andiamo così a toccare un tema di stretta attualità: cosa state facendo per migliorare la qualità dell’aria?
«I fattori che contribuiscono all’inquinamento atmosferico principalmente sono i riscaldamenti domestici, gli impianti industriali e poi il traffico su gomma. Noi stiamo investendo sulle energie rinnovabili, abbiamo in previsione cinque nuovi impianti idroelettrici, sperando che le precipitazioni ritornino alla normalità, e stiamo lavorando per aggiungere due pale all’impianto in Val d’Adige. Siamo convinti che un’autonomia energetica sia fondamentale anche in funzione di future alleanze. In questo momento la nostra produzione da rinnovabili è pari al fabbisogno dell’intera città di Verona. Spenderemo energie e risorse per migliorare e ampliare ancora il teleriscaldamento, anche utilizzando la geotermia, per rendere ancora più vantaggiosa la tariffa. Le nostre cinque centrali di teleriscaldamento evitano un inquinamento equivalente in un anno a quello di 350.000 veicoli con trazione diesel, un bel dato! Abbiamo anche circa 350 chilometri di fibra ottica già utilizzabili che ci consentiranno di procedere nella direzione di realizzare la smart city e questo porterà ad una serie di economie sui movimenti dei cittadini; meno movimenti, meno traffico…».

– Più vicini ai cittadini?
«Certo, non vogliamo più essere identificati come l’azienda della riscossione delle bollette, quelli che interrompono l’erogazione di energia, quelli dei cantieri fastidiosi. Proprio per questo abbiamo deciso l’apertura degli sportelli anche il sabato mattina, per tutte le persone che durante la settimana hanno problemi a staccarsi dal lavoro».

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

Commenti (1)

  • Dopo le dichiarazioni di Venturi si scatenano i populisti. Ruzza,sindaco di Zevio, dice che si opporrà a progetti dove si brucerà gas, dimostrando di ignorare tutto della materia; invece Benciolini, consigliere comunale del M5S descrive ipotesi fantasiose, dove attribuisce alla Giunta Zanotto l’idea di bruciare rifiuti speciali nell’inceneritore, evidentemente anche lui non sa di cosa sta parlando. Ma che razza di amministratori!!!
    Loredana

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