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Intervista con il Consigliere regionale PD Orietta Salemi. Sulle Circoscrizioni nessun accordo sottobanco con Tosi. «Non puntiamo alle poltrone ma a portare una linea politica innovativa e costruttiva».

– Due temi caldi: il lupo in Lessinia, come Consigliere regionale, e le Circoscrizioni, come Segretaria Cittadina del PD. Da dove cominciamo?
«Cominciamo dal lupo. E’ una questione delicata per la montagna veronese, c’è stata infatti un’escalation di predazioni, quest’anno ormai una cinquantina, alle quali aggiungere una dozzina avvenute sul versante trentino; quindi un numero preoccupante, anche perché alcune sono avvenute nei pressi di contrade, molto vicine alle abitazioni. Ritengo che sul tema si debba avere una posizione laica, dato che il lupo è una specie protetta da normative sia nazionali che internazionali, ci sono progetti europei, ma occorre tener presente che la Lessinia è un territorio fortemente antropizzato con caratteristiche uniche; la normativa vigente è ormai datata e richiederebbe una revisione. Non dobbiamo ideologizzare la questione: non possiamo permetterci una divisione tra iper-protettori e chi vorrebbe l’eliminazione dei lupi. La materia è complessa e deve essere affrontata prima di tutto a livello governativo ed è proprio per questo che ho chiesto a tutti i colleghi, indipendentemente dalla loro appartenenza, di sottoscrivere la lettera di sollecito, che ho redatto, indirizzata al Ministro Galletti e alla Sottosegretaria Degani per sollecitare l’istituzione di un tavolo tecnico che valuti la situazione del lupo in Lessinia e ci dia indirizzi chiari e risolutivi».

– Passiamo all’altro tema di grande attualità: nelle Circoscrizioni del Comune di Verona si prospettano, dopo la sfiducia ad alcuni Presidenti, possibili nuove maggioranze. C’è stata un’assemblea dove il PD veronese, in modo contrastato, ha preso una posizione in cui reclama le Presidenze di alcuni “parlamentini”. Per alcuni si tratta di un favore a Tosi…
«Anche qui la situazione è delicata e complessa; dopo aver fatto varie ricognizioni sia con la Lista Tosi che con le varie anime del centrodestra, posso fare un paragone: abbiamo una situazione simile alla Libia, dove non ci sono interlocutori certi, dove ogni formazione è divisa in varie componenti e numerosi rivoli e sottogruppi, presenti nelle Circoscrizioni in modo difforme le une dalle altre, perciò difficilissima da decifrare. In definitiva poi il problema riguarda solo tre parlamentini locali, in altri le situazioni non sono definite e comunque sembra che i malumori siano stati ricomposti. La nostra posizione è di tenere una posizione di autonomia, non siamo disponibili a fare da stampella ad alcuna delle forze politiche del centrodestra, dove è in atto una battaglia di tutti contro tutti, e dove resta la nostra richiesta di avere la presidenza, non per volontà di avere poltrone, come ho già sottolineato in più occasioni, ma perché riteniamo di avere la capacità di dare una linea innovativa e costruttiva».

– Ma così non si perde la possibilità di mettere in crisi la Giunta Tosi con un’eventuale bocciatura del Bilancio?
«L’articolo 31, quinto comma, dello Statuto del Comune di Verona è molto chiaro: le Circoscrizioni che non approvano il bilancio devono essere almeno cinque, cosa che abbiamo visto non essere, e poi dovrebbe venire meno la maggioranza qualificata (metà più uno degli aventi diritto al voto); al momento Tosi può contare su 19 consiglieri, quindi non avrebbe alcun problema!».

– Torniamo all’ambito regionale, dove due di proposte di Zaia hanno riempito le cronache degli ultimi mesi: Azienda Zero e riforma delle case di riposo e degli IPAB. Com’è la situazione?
«L’accantonamento dell’istituzione dell’Azienda Zero, anche se la proposta è ancora giacente in commissione, è stata ottenuta da una ferma e coerente azione di tutte le opposizioni, visti anche i profili di incostituzionalità che presentava. La riforma della sanità Veneta è ferma al palo, per incapacità della Giunta Zaia, perché se è vero che alla fine si è proceduto alla riduzione dei Direttori Generali, per il resto tutto è come prima, senza razionalizzazioni e vero contenimento dei costi. Sicuramente il piano socio-sanitario della regione è ancora da definire, soprattutto per la Medicina Territoriale, che dovrebbe essere il fulcro dell’assistenza alle persone, della quale ancora non sappiamo niente!».

– E per gli IPAB?
«Anche qui si è presentata sommariamente in commissione la proposta, dopodiché è stata accantonata, presa nel vortice di una revisione globale di tutto il settore. Ci auguriamo che su questo tema non si ripeta l’errore commesso con l’Azienda Zero, ma si vada a verificare nei territori con i Sindaci, per capire le realtà locali e loro vere necessità.

– Come sta andando questa nuova esperienza amministrativa?
«Penso che ci sia molto tanto da fare e molto da imparare. Se posso dire la mia impressione è che constato che la Regione è molto lenta e farraginosa nel rispondere alle necessità dei cittadini».

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

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