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La legge di Stabilità proroga la detrazione al 50% sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie e al 65% sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili.

Il 12,7% delle case veronesi è vecchio o in cattive condizioni. Nella nostra provincia, infatti, 21.630 edifici residenziali, costruiti fino al 2011, sono in mediocre o pessimo stato di conservazione. Una percentuale che sale al 16,7% per gli edifici costruiti prima del 1981, mentre la quota si riduce al 2,3% per gli edifici nati tra il 1981 e il 2011. Lo rileva un’analisi condotta da Confartigianato su dati Istat, secondo la quale, a livello nazionale, le cose peggiorano nel Mezzogiorno dove sono più diffuse le cattive condizioni delle case. Il record negativo si registra in Sicilia con il 26,8% del totale degli edifici residenziali in mediocre-pessimo stato di conservazione. Seguono la Calabria, con una quota del 26,2%, e la Basilicata con il 22,3%. Le cose vanno decisamente meglio in Umbria e in Trentino Alto Adige, regioni a pari merito in cui la quota di case in cattive condizioni è la più bassa d’Italia e si limita al 10,7% del totale. Segue la Toscana, dove la quota sale all’11,5%, mentre il Veneto arriva al 12,6%, che gli fa guadagnare il quinto posto nella classifica delle regioni virtuose.

A livello provinciale il primato negativo va a Vibo Valentia dove è più diffuso il cattivo stato delle case (31,4% del totale), seguita da Reggio Calabria (31,3%) e Catanzaro (25,8%). Al capo opposto della classifica le provincie più virtuose sono Prato (8,2%), Bolzano (8,5) e Siena (8,5%). Come detto, Verona, con il suo 12,7% di edifici in mediocre o pessimo stato di conservazione, si attesa in 63ª posizione nella classifica negativa delle 91 province del Bel Paese.

In totale, in provincia di Verona, si contano 170.674 edifici residenziali, da intendersi come case unifamiliari, ville, villette, case a schiera, palazzine in complessi residenziali e condomini o palazzine con negozi o sedi di attività economiche in genere a piano strada. Il 71,9% degli edifici residenziali veronesi è stato costruito prima del 1981 ed ha quindi 35 anni ed oltre di vita, mentre le realizzazioni più recenti sono il rimanente 28,1%.

Le cattive condizioni delle abitazioni, oltre a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, contribuiscono a gonfiare la bolletta energetica delle case. Secondo la rilevazione di Confartigianato, infatti, il comparto residenziale determina il 28,8% dei consumi finali di energia. Più di quanto assorbano i trasporti su strada (27,7%) e l’industria (22,7%).

La spinta a migliorare la condizione delle abitazioni di molti arriva dai bonus fiscali per ristrutturazioni e risparmio energetico previsti dalla legge di Stabilità.

«La Legge di Stabilità 2016 – spiega Luciano Garonzi, Presidente di Confartigianato Costruzioni Verona – proroga la detrazione al 50% sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie e al 65% sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili. Gli incentivi sostengono la propensione delle famiglie ad effettuare migliorie delle abitazioni». Una ricerca di Confartigianato Edilizia afferma che, al terzo trimestre 2015, la quota di consumatori intenzionata ad effettuare lavori di manutenzione straordinaria dell’abitazione sale al 10,8%, il valore maggiore rilevato nel terzo trimestre degli ultimi dieci anni.

«E’ indispensabile – conclude Garonzi – rendere stabili e permanenti, nella misura indicata nella legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari, sicurezza dei cittadini».

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