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Antonio-Pastorello
Antonio Pastorello

Antonio Pastorello, 64 anni, è Sindaco di Roveredo di Guà e dall’ottobre 2014 Presidente della Provincia di Verona.

– La prima domanda riguarda la soppressione delle Province: come sta vivendo questo passaggio?

«Oggi l’Ente di area vasta è ancora in cantiere, siamo a metà del guado. Nel contempo abbiamo operato una considerevole riduzione di personale, visto che molti dipendenti hanno chiesto il trasferimento e noi, per salvaguardare le loro posizioni, li abbiamo accontentati. Nel frattempo le Regioni hanno riconsegnato quelle deleghe che erano state loro assegnate, così oggi dobbiamo svolgere tutte le funzioni che avevamo un anno fa, con personale ridottissimo mentre lo Stato che ci chiede di restituire 62 milioni di euro su un bilancio di 82 milioni totali. Questo potrebbe significare ol default per tutte le Province. Ad esempio potrebbe nevicare e io ho dovuto prendermi la responsabilità di procedere con l’appalto per lo sgombero delle strade provinciali dalla neve, senza peraltro avere le necessarie disponibilità di Bilancio».

– La situazione del personale si presentava molto drammatica all’inizio di questo percorso di revisione, ad oggi quanti sono i dipendenti?

«Erano 440, su una pianta organica che ne prevedeva oltre 600; 110 sono già “migrati” verso altre amministrazioni, ci sono poi quelli che arrivano al pensionamento e non vengono sostituiti. Nel frattempo le pratiche restano ferme; faccio un esempio: il 50% degli allevamenti avicoli del Veneto è nella nostra provincia, qualsiasi modifica deve essere da noi autorizzata. Oggi a seguire questo settore abbiamo solo due dipendenti, perché quattro sono stati trasferiti e uno è andato in pensione. Chiaro che si sia creato un arretrato pesante e per questo continuano ad arrivare solleciti e lamentele da parte delle varie organizzazioni imprenditoriali. Farò di tutto affinché la Regione si accolli queste problematiche come prevede la Legge di riforma».

– La richiesta di semplificare le amministrazione pubbliche è partita dalle Province. Da qualche parte si doveva pur iniziare…

«In realtà lo sperpero delle risorse pubbliche è stato operato dai Ministeri e dalle Regioni. Si doveva prima rivedere le funzioni delle Regioni, creando macroregioni per legiferare e programmare, mentre le Province, più vicine ai Comuni avrebbero potuto gestire al meglio le risorse. Per fare un esempio di attualità, guardando al problema della qualità dell’aria che respiriamo, si dovrebbe intervenire a livello di Val Padana (non di Padania, specifico), non con interventi spot e disomogenei, ma con normative inter-regionali. Le problematiche localistiche devono forzatamente avere un’inquadratura più ampia».

– In tutta Europa i livelli autorizzativi e decisionali sono tre, mentre in Italia ne avevamo quattro. Chiaramente ci si doveva adeguare, proprio per semplificare tutte le attività. Su questo cosa pensa?

«Si potevano togliere le funzioni gestionali alle Regioni, ridisegnandole con criteri più adatti all’evoluzione che indubbiamente abbiamo avuto in quasi cinquant’anni dalla loro nascita. Gli Enti di Area Vasta, ovvero le Province riviste, con l’accorpamento di tutte quelle entità ridondanti come Consorzi, Enti di vario tipo, Società partecipate avrebbero potuto dare un grande contributo alla modernizzazione delle nostre macchine amministrative. Spero che il Governo intervenga al più presto in questa direzione».

– Per il futuro, quando le trasformazioni in atto saranno completate, cosa ha in programma?

«Fra tre anni finisce il mio mandato in Provincia e fra quattro terminerò anche l’esperienza di Sindaco a Roveredo di Guà. Ho intenzione di impegnarmi maggiormente nel volontariato, attività che ho sempre portato avanti. Se mi chiederanno di aiutare e di fare “il padre nobile” lo farò, proprio perché non ho necessità di rincorrere careghe, visto che quella su cui siedo l’ho impagliata io personalmente a zerolire. Sto facendo volontariato anche qui…».

– A livello nazionale, come vede la situazione?

«Una volta concluse le operazioni di voto, chi ha vinto deve poter governare. Noi dobbiamo supportare chi è al Governo, che piaccia o no, perché se è debole chi ci governa, siamo deboli tutti. Denigrare per disgregare non serve a nessuno. Io non sono della parte politica del Premier Renzi, oggi non ho la tessera di alcun partito, la mia storia parla da se, ma dico che dobbiamo supportare chi ci governa, per uscire dal tunnel dove eravamo finiti. L’opposizione deve svolgere il suo ruolo critico, presentare le sue controproposte, poi saranno gli elettori a giudicarne la credibilità durante il voto. Ho sempre cercato di coinvolgere tutte le forze politiche, perché si tratta di cercare il benessere dei propri cittadini».

– Ma così facendo non si perdono le proprie caratterizzazioni politiche?

«Si devono superare gli ideologismi per confrontarsi sulle cose da fare, sui programmi e sul lavoro per realizzarli. Chi non capisce questo ed è sempre contro, non fa politica, ma solo demagogia».

Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai

L'autore: Lorenzo Dalai

Lorenzo Dalai è nato a Verona il 14 ottobre del 1952. Si è laureato in filosofia nel 1976, è sposato con Marilisa e ha tre figli. E' stato responsabile dell’organizzazione aziendale di una catena di supermercati. Consigliere provinciale dal 2009 al 2014. Dal 1980 al 1988 Consigliere nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak, dal 2006 al 2007 Consigliere d’amministrazione di AMIA Verona Spa, dal 2008 al 2011 Consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa. Attualmente Consigliere comunale ad Erbezzo. mailto:lorenzo.dalai@gmail.com

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