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Pellami

Meglio del Veneto hanno fatto il Lazio (+12,7%), il Piemonte (+8,9%) e il Friuli (+5,9%).

Nei primi 9 mesi del 2015 le esportazioni manifatturiere della provincia di Verona –il 97,3% dell’export – sfiorano i 7 miliardi di euro, in crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2014. E’ quanto emerge dai dati ISTAT elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato Imprese.

Tale dinamica è superiore a quella media nazionale (+4,1%) e tra le migliori in Italia, assieme a tutte le altre provincie del Veneto, nel quale Verona si piazza al terzo posto, dietro a Belluno (+12,7%), Vicenza (+6,7%) e a pari merito con Treviso. Meglio del Veneto hanno fatto il Lazio (+12,7%), il Piemonte (+8,9%) ed il Friuli (+5,9%).

«Andiamo decisamente bene con l’export manifatturiero verso i Paesi dell’Unione Europea – afferma Andrea Bissoli, presidente di Confartigianato Verona –, per il quale il nostro 5,9% in più rispetto al 2014, tradotto in un volume di affari di 4.368,3 milioni di euro, ci vale il terzo posto in regione, dopo Vicenza e Treviso. Il momento è favorevole, ma è necessario usare prudenza. La mossa della Fed ed il Quantitative Easing lanciato da Mario Draghi possono fare molto, ma non tutto, nel sostenere la crescita dell’economia dell’eurozona. Soprattutto senza una ripresa decisa della domanda interna, la sola che potrebbe compensare gli effetti derivanti da turbolenze nei mercati emergenti e in Cina».

«Il rafforzamento del dollaro che si andrà a determinare e il conseguente indebolimento dell’euro – dichiara il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Luigi Curto – rappresenta un enorme vantaggio per chi esporta nel mercato americano. Un traino che si aggiunge a quello messo in campo già dalla Banca Centrale Europea, la cui politica monetaria espansiva ha contribuito già negli ultimi tempi ad indebolire la valuta europea nel cambio con il dollaro, a tutto vantaggio dell’export europeo».

Tornado ai dati. Gli Stati Uniti rappresentano ancora oggi il primo sbocco delle merci venete Extra UE con oltre 3 miliardi e 300 milioni di euro in crescita del 18,6% rispetto allo stesso periodo del 2014 (+525,7 milioni). Ma molto bene vanno anche il Messico (+20,5%), Canada (+9%) e Giappone (+8,5%). Continua invece il crollo della Russia che fa registrare un -31,3% pari a meno 382 milioni di euro di esportazioni. In ambito europeo le nostre merci sono cresciute in tutti i mercati con punte in Inghilterra (+18,1%) e Polonia (+11,9%). Bene comunque nel complesso Germania e Francia che da sole assorbono il 23% di tutte le nostre esportazioni.

Tra i comparti che hanno registrato aumenti percentuali a due cifre si segnala il +31,1% dei prodotti dalle attività di recupero, il +17,4% dei prodotti agricoli, e soprattutto il +13,7% dei prodotti alimentari che valgono oramai il 5,1% di tutte le esportazioni venete (2.166,3 milioni di euro) e sono aumentati di 260 milioni rispetto allo scorso anno. Nota dolente il settore degli Articoli di Abbigliamento scesi negli ultimi 9 mesi del -1,6% pari a una cinquantina di milioni di mancate vendite.

I tre settori principali si confermano: macchinari e attrezzature, prodotti di altre industrie manifatturiere e articoli in pelle (escluso l’abbigliamento). Assieme valgono il 38,7% di tutte le vendite fuori confine, per un totale di 16 miliardi e 537 milioni di euro aumentati di circa 1 miliardo rispetto ai primi 9 mesi del 2014.

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