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PdStallavena

Il Jobs Act è stato al centro di un dibattito che si è svolto lo scorso 27 novembre nella sala civica di Stallavena (Grezzana) lo scorso e che è stato organizzato dal deputato Diego Zardini (PD) e dal Circolo della Lessinia del Partito Democratico. La serata è stata imperniata sull’intervento dell’On. Davide Baruffi, membro della Commissione Lavoro della Camera, che ha sottolineato la natura strutturale della legge, la sua valenza su di un periodo medio-lungo, al di là degli effetti positivi già riscontrati, e soprattutto la tempestività dei decreti attuativi di quella che è una normativa quadro. Infatti spesso leggi molto precise ed elaborate non hanno avuto incisività, in quanto non si è dato corso con tempestività alla concretizzazione dei principi con dispositivi puntuali.

A rappresentare la parte imprenditoriale c’erano Mario Borin, Direttore di A.P.Industria di Verona e Maurizio Zordan, imprenditore dell’arredamento. Il primo ha sottolineato la necessità di integrare quanto già predisposto dal Governo con una serie di atti che diano effettiva capacità operativa ai centri per l’Impiego e una riduzione della tassazione sulle imprese, mentre il secondo ha messo in rilievo il grande divario esistente tra il costo del lavoro che sostiene l’impresa e quanto percepito dai dipendenti, nonché la difficoltà che hanno i datori di lavoro nel confrontarsi con la frammentazione della rappresentanza sindacale.

Infine Emiliano Galati della Segreteria provinciale della Cisl, ha fatto rilevare l’importanza di questa serie di provvedimenti che tendono a superare il precariato in tutte le sue forme, dando finalmente soluzione effettiva al bisogno di ridurre il costo del lavoro, bisogno che le imprese avevano ritenuto di poter soddisfare, in modo improprio, con il ricorso appunto a contratti che hanno sì assicurato flessibilità, ma con enormi danni sia retributivi che di prospettiva futura per i lavoratori.

Nella replica l’On. Baruffi ha sottolineato la volontà di rappresentare al Governo i temi emersi nella serata, mettendo l’accento sul fatto che, quello che era uno dei punti del programma del secondo Governo Prodi, allora solo in parte attuato, finalmente vede il costo del lavoro dei contratti a termine di circa cinque punti superiore a quello dei contratti di lavoro a tempo indeterminato; questa differenza dovrebbe arrivare almeno a dieci punti, certo non con innalzamento degli oneri, ma con ulteriori tagli al cuneo fiscale su quelli a tempo indeterminato.

 

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