BannerAmazonVeronain615x60

marangonaLa Giunta comunale di Verona vorrebbe appesantire la zona di Verona Sud, già gravata dalla Fiera, dai previsti centri commerciali, dalle nuove strutture alberghiere con un attrattore di traffico come un centro commerciale Ikea.

Leggo che sull’arrivo di Ikea alla Marangona in ZAI, su un’area di circa 40.000 mq da integrare con altri 100.000 mq di spazi commerciali, la Giunta comunale e il Consorzio ZAI sono d’accordo. Devono solo decidere se utilizzare la Legge regionale sul commercio, che consente di creare nuovi insediamenti commerciali all’interno delle aree degradate di ogni Comune, oppure se continuare a ricercare un Accordo di Programma tra Comune, Consorzio Zai e Regione. Nessuno che si ponga il dubbio se l’insediamento Ikea sia la soluzione migliore per quella zona e per la città.

Innanzitutto non capisco perché non si possa almeno valutare di prendere in considerazione il vecchio progetto degli anni ’80, di realizzare cioè, proprio alla Marangona, un polo dell’innovazione, con l’obiettivo di permettere all’economia di Verona di raggiungere un alto livello qualitativo e occupazionale, rapportando il settore della ricerca scientifica con quello della produzione.

In secondo luogo non comprendo come si possa inserire, in un’area già congestionata di traffico e con un alto inquinamento atmosferico, un attrattore di traffico come uno store Ikea.

Non ho nulla contro Ikea, ma i suoi centri commerciali sono molto impattanti e richiedono la costruzione di importanti servizi e infrastrutture viabilistiche. Il disagio che producono nelle zone in cui sono localizzati non può essere certamente compensato, come nel caso di quello previsto per Verona, dall’opera che si accollerebbe Ikea: la bretella stradale per deviare il traffico pesante della statale 12 a Ca’ di David. Un tale intervento non sarà sufficiente a risolvere nemmeno una parte dei problemi che il centro commerciale provocherà.

A tale riguardo riporto la situazione che lo store Ikea di Pisa, inaugurato il 5 marzo 2014, sta creando al traffico della zona in cui è stato inserito.

Alla fine di ottobre del 2014, i dipendenti autostradali del casello di Pisa Centro hanno indetto uno sciopero di 4 ore per ribadire la carenza di personale in un casello che, con l’apertura di Ikea, è diventato tra i più trafficati dell’intera tratta. Dopo l’apertura di Ikea, alle stazioni autostradali manuali si formano giornalmente file di automobili che si recano al centro commerciale.

Il casello di Pisa Centro, dopo l’apertura di Ikea, ha registrato un aumento delle auto in uscita di oltre il 50%. Nei fine settimana si sono registrati oltre settemila visitatori giornalieri per un totale di oltre tremila automobili. Un numero su tutti: dall’apertura al 31 agosto scorso sono stati 993.351 i visitatori del centro. Anche a Pisa, come opera di compensazione, Ikea ha realizzato due nuove rotatorie per favorire il flusso del traffico, che, come si può facilmente verificare, non hanno dato i risultati promessi.

Ora, la Giunta comunale di Verona vorrebbe appesantire la zona di Verona Sud, già gravata dalla Fiera, dai previsti centri commerciali, dalle nuove strutture alberghiere e di altre attività ancora, con un attrattore di traffico come un centro commerciale Ikea.

Giorgio Massignan
Delegato regionale pianificazione Italia Nostra

Commenti (4)

  • Mi trovo costretto a difendere la decisione dell’amministrazione, malgrado quello che ne penso! Questo articolo è secondo me inconsistente. Si basa su giudizi generali non supportati da alcuna prova (e.g. “la bretella stradale per deviare il traffico pesante della statale 12 a Ca’ di David. Un tale intervento non sarà sufficiente a risolvere nemmeno una parte dei problemi che il centro commerciale provocherà”). Il confronto con Pisa, poi, non ha alcun senso: le città sono diverse per dimensioni, flussi di traffico, struttura urbana, accesso.
    Questo articolo suona, mi spiace dirlo, come il solito predicozzo di chi sa dire solamente di “no”. E io, vi assicuro, non sono uno che dice di sì a ogni cosa! Simili articoli allontanano purtroppo i cittadini, anziché avvicinarli a una buona prospettiva critica.

    • GIORGIO MASSIGNAN
      GIORGIO MASSIGNAN Rispondi

      Mi sento in dovere di rispondere alle critiche che Alberto, così si firma, fa al mio articolo sull’ insediamento IKEA. Non ho capito cosa volesse dire per “inconsistente” e che “si basa su giudizi generali”. A me pare che: votare una variante al piano, dopo pochi anni dalla sua approvazione, per prevedere un centro IKEA, in una zona dove sono già previsti circa 3,000.000 di mc di commerciale, direzionale e terziario, senza prevedere alcun massiccio intervento, perché impossibile, sulle infrastrutture viabilistiche, sia già sufficiente a bocciare questo provvedimento.
      In particolare, vorrei anche sottolineare che, sulla base di parametri economici e demografici, si evince che perché possano sopravvivere tutti i nuovi centri commerciali progettati a Verona Sud da questa giunta, servirebbe una popolazione di due milioni di abitanti, (tutta la provincia di Verona supera di poco i novecentomila).Solo queste sono due valutazioni oggettive e incontestabili condannano l’ultima scelta scellerata di questa giunta.
      Vorrei però che Alberto mi spiegasse perché il confronto con la città di Pisa, secondo lui, non avrebbe alcun senso. Il flusso di automobili che giornalmente è attirato dal centro IKEA di Pisa, come in tutte le altre realtà dove è arrivata IKEA, a Verona non sarà certamente inferiore; è questo il solo dato che ci interessa; poi che Pisa sia diversa da Verona è una cosa ovvia. Mi piacerebbe anche che Alberto mi spiegasse in “modo consistente” come pensa di risolvere lo smaltimento dell’ ulteriore e massiccio flusso di traffico che sarà prodotto. Io mi sono limitato a sostenere che l’eventuale bretella servirà a poco; mi spieghi lui come e perché l’attuale sistema di strade e la nuova bretella siano invece sufficienti. Ma si ricordi che oltre all’IKEA, usufruiranno delle stesse infrastrutture viabilistiche i centri direzionali, commerciali e ricettivi previsti alle ex Cartiere Verona, all’ex Manifattura Tabacchi, agli ex Magazzini Generali, all’ex Mercato Ortofrutticolo e alle ex Officine Adige.
      Concludo affermando che io non appartengo certamente alla categoria del no, ma mi opporrò sempre e dirò sempre no al tipo di pianificazione di questa giunta comunale che soddisfa le pretese degli operatori privati e non si interessa minimamente alle necessità reali e alle vocazioni del nostro territorio. Avrei detto certamente si al progetto di un Polo dell’Innovazione alla Maragona, così come era stato previsto negli anni ’80.
      Non vorrei mai che Alberto fosse abbagliato dalla convenienza e dalla quantità di prodotti proposti dagli store IKEA, scordandosi l’impatto che tali centri hanno sull’equilibrio urbanistico e sociale della città.

  • GIUSEPPE BRAGA

    Ho lavorato diversi anni alla BIASI. Quando in carpenteria e fonderia lavoravano circa 1.000 unità operative, seppur ripartite su più turni, il traffico era ne più ne meno di quello odierno. Anzi forse meno. (All’epoca non esistevano ancora il Policlinico e la facoltà di medicina). Ricordo che giornalmente arrivavano e partivano diverse decine di mezzi pesanti per scaricare merci, materiali e semilavorati e per ritirare merci e prodotti finiti, destinati al mercato interno ed esterno. L’ipotesi IKEA nell’area ex industrie BIASI potrebbe consentire la trasformazione di un sito produttivo altamente inquinante in una attività commerciale priva di tale aspetto. Inoltre, credo che l’ipotesi IKEA potrebbe servire al gruppo BIASI per evitare la bancarotta, dopo il commissariamento delle OFV.

  • Ma l’ha detto il dottore che alla Marangona bisogna metterci qualcosa?
    Non può restare un triangolo di campagna?
    Anche il previsto (una volta) polo dell’innovazione… con tutti gli spazi da riutilizzare nella ZAI storica? Ha senso creare una nuova zona direzionale-artigianale?

commenti (4)

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>